martedì, Luglio 23, 2024

Tra metallo e sabbia arriva Mya di Mondo9, il nuovo romanzo di Dario Tonani

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S come #Sangue e #Sabbia, M come #Metallo e #Morte: con questi quattro hashtag potremmo sintetizzare la saga letteraria di Mondo9 di Dario Tonani, ma faremmo un torto a quella che è una delle creazioni più originali della speculative fiction italiana. E soprattutto al suo ideatore, uno dei più importanti scrittori italiani della letteratura dell’immaginario.

Che cos’è Mondo9? Un pianeta ostile alla vita, almeno a quella a cui siamo abituati, quasi interamente coperto di sabbia, dove enormi navi di metallo, dotate di ruote, solcano le sue distese, le dune, le rocce e le voragini. Ma quelli di Mondo9 non sono bastimenti normali, utili a viaggiare da una parte all’altra del pianeta, bensì esseri viventi, dotati di un cuore pulsante e di una qualche forma di coscienza, anche se per guidarle c’è bisogno di un equipaggio e, soprattutto, di un comandante che sia empaticamente e telepaticamente tutt’uno con esse.

E un comandante è Mya, diminutivo di Myhahra, la bambina e poi giovane donna protagonista dell’ultimo romanzo della serie, Mya di Mondo9, appena pubblicato (anche in ebook) nella collana Urania Speciale per Mondadori e disponibile nelle edicole italiane, con l’immancabile e stupenda copertina di Franco Brambilla, illustratore ufficiale di Urania.

All’inizio della storia, Mya ha nove anni e vive da sola in uno pneumosnodo, una sorta di scialuppa di salvataggio che originariamente faceva parte di una immensa nave. La bambina è stata salvata da un comandante di un’altra nave, molto speciale perché è l’unica ad essere ricoperta di piume e il cui equipaggio è formato da circensi, in viaggio nei vari porti del pianeta. Allo stesso tempo, Naila, la madre di Mya e la protagonista del precedente romanzo Naila di Mondo9 (Oscar Fantastica, Mondadori 2018 e Urania Jumbo 2021), è alla continua ricerca della sua bambina, a bordo della Madrigale. Sullo sfondo c’è la Corsa dei Dodic’Anni: una competizione estrema, folle e massacrante, dove le navi, i comandanti e gli equipaggi mettono a repentaglio la loro esistenza per cercare la gloria eterna e la fortuna economica che li affrancherebbe da una vita infernale.

È Mondo9 è uno scenario infernale, perché i suoi abitanti sono come ramoscelli al vento, in balia di eventi catastrofici, ambientali e naturali, ma la cui sorte è anche strettamente legata alle navi, perché se una di loro si ferma per un guasto irreparabile o per essere scivolata in un’enorme voragine in pieno deserto non può che esserci un solo destino: la morte. Quella che Tonani descrive è una continua, ossessiva, travagliata lotta per la sopravvivenza a un pianeta che è ostile alla vita, tranne a quella che si è naturalmente sviluppata su Mondo9, come le alaquadre, enormi uccelli che sono in simbiosi con le navi o i mangiaruggine, che come il nome stesso suggerisce sono piante in grado di liberare il metallo, con cui sono fatte tutte le parti di un vascello, dalla ruggine.

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