martedì, Luglio 23, 2024

È partito Vega C, il nuovo lanciatore europeo

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È partito oggi 13 luglio dallo spazioporto di Kourou nella Guyana Francese il lanciatore europeo nuovo di zecca, il Vega C. Non si è trattato di un lancio qualunque: quello di oggi era il volo inaugurale di questo gioiello dell’astronautica, il primo volo che avviene a seguito di anni di lavoro, progettazione e verifiche tecniche di ogni tipo e che inaugura una nuova era per l’Europa nello spazio.

Cos’è il Vega C

È un colosso alto quasi 35 metri e può portare fino a 2200 chilogrammi di carico in bassa orbita terrestre attraverso l’utilizzo di tre stadi (i segmenti del razzo che si accendono in sequenza per raggiungere la spinta necessaria), uno a propellente liquido e due a propellente solido. Sviluppato, costruito e integrato dalla Avio S.p.A di Colleferro (RM), il Vega C rappresenta un’evoluzione rispetto al classico Vega che invece non poteva portarne più di 1500. Il Vega C è infatti più potente: ha propulsori più grandi che gli permettono di trasportare un carico maggiore. Inoltre, il Vega C ha una nuova gamma di carrelli per il carico che gli consentono di portare satelliti di varie forme e dimensioni. Questi fatti hanno un grande peso per il ruolo di questo nuovo lanciatore sul mercato. Il risultato di questi aggiornamenti è infatti che se il carico del Vega permetteva di coprire solo del 50% delle richieste dei clienti, con Vega C questo valore sale addirittura al 90%. Non è un caso se prima ancora del debutto il Vega C era già pronto per nove lanci, prenotati da clienti europei e internazionali, come i Copernicus dell’Agenzia Spaziale Europea.

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Cosa sta portando in orbita

Il lancio inaugurale ha come obiettivo principale la verifica che tutto vada come deve. Ma certo non era un’occasione da perdere con un razzo scarico. Il carico principale del volo inaugurale di oggi è il satellite Lares 2, un satellite costruito per l’Agenzia Spaziale Italiana dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. È un satellite atipico: una sfera di nickel di 42 centimetri in diametro che si pone come obiettivo la verifica sperimentale di una conseguenza affascinante della Relatività Generale. Da 6000 chilometri di altitudine, la sfera è molto riflettente e sarà colpita dai raggi laser inviati da alcune stazioni da Terra. L’obiettivo è quello di misurare con grande precisione la sua posizione in modo da comprendere con grandissimo dettaglio come questa sia influenzata dalla gravità terrestre. Il test in particolare serve a misurare il cosiddetto Frame Dragging, un fenomeno relativistico legato alla rotazione del pianeta e – quindi – della deformazione che causa nel tessuto dello spazio-tempo.

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