lunedì, Luglio 15, 2024

Dallo spazio alla medicina, ecco il futuro della stampa 3D

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È stata una vera e propria carrellata sulle possibili applicazioni della stampa 3D Expo dell’Impossibile, evento promosso da Elmec Informatica, azienda varesina che tra le sue tante divisioni ne ha una dedicata all’additive manufacturing. Ci siamo stati e abbiamo selezionato le innovazioni migliori a cui abbiamo avuto modo di assistere.

Il bioprinting

“Allo stato attuale, siamo in grado di stampare la cornea, la pelle, il tessuto cardiaco, le cartilagini e le ossa”. Bianca Maria Colosimo, professoressa di Additive manufacturing al Politecnico di Milano, ha tratteggiato così i risultati ottenuti dall’applicazione del bioprinting. Ovvero la stampa 3D di tessuti biologici. Una tecnologia che può avere diverse applicazioni.

Possono infatti svolgere un ruolo importante nella ricerca medica, grazie alla stampa di tessuti sui quali effettuare test. E lo stesso vale per lo sviluppo di cosmetici, attività che ridurrebbe così i test che devono essere effettuati sugli animali. Non solo. “È possibile”, ha aggiunto, “stampare della pelle e inserire all’interno un farmaco”. Che verrebbe così somministrato evitando i rischi di infezione legati all’utilizzo degli aghi.

Altra applicazione riguarda la produzione di carne, “che può avere importanti implicazioni in tema di sostenibilità e transizione ecologica, se pensiamo che il 18% delle emissioni climaleltanri è legata all’allevamento”. Ma non solo: “È possibile concentrarsi su una nutrizione personalizzata, bilanciando la quota di tessuto muscolare e di tessuto adiposo sulla base delle necessità del singolo consumatore”.

La stampa 3D nello spazio

“Vogliamo tornare sulla Luna, e vogliamo farlo per rimanerci, e vogliamo arrivare su Marte. Per questo dobbiamo essere in grado di poter costruire e riparare a bordo componenti plastici e metallici”. In collegamento dalla Guyana francese, da dove ha assistito al primo volo del lanciatore Vega C, il capo della divisione di Strutture, Meccanismi e Materiali dell’Esa Tommaso Ghidini ha spiegato quale ruolo la stampa 3D potrà giocare nell’esplorazione spaziale.

Per esempio costruendo la base che permetterà agli astronauti di rimanere a lungo sul nostro satellite. “Si potrebbero usare i materiali estratti dalla regolite lunare, come alluminio, titanio, ferro e silicio, oltretutto in un procedimento che ha come prodotto di scarto l’ossigeno”, risorsa fondamentale per la sopravvivenza umana. E proprio a questo proposito, diventano interessanti anche le tecnologie di bioprinting illustare dalla professoressa Colosimo. “Pensiamo”, ha spiegato la docente del Politecnico milanese, “alla possibilità di biostampare tessuti danneggiati, ossa o pelle, e di reimpienatarli durante la missione. È davvero un fattore abilitante, specie se consideriamo che il viaggio verso Marte dura due anni”.

Dallo sport al Covid-19

L’evento Expo dell’impossibile è stato però per Elmec anche l’occasione per presentare alcuni progetti che l’azienda ha realizzato direttamente. Come la personalizzazione del seggiolino della barca di Sara Bertolasi, che ha aumentato il comfort sulla banca riducendo dei dolori alla schiena che avevano portato la canottiera italiana al ritiro, fino a consentirle di riprendere l’attività agonistica e di partecipare alla sua terza olimpiade a Tokyo.

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