venerdì, Marzo 1, 2024

Lo spirito dei OneMic non se n’è mai andato

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Raige: «Come gruppo no, però; avevamo esigenze diverse, dai. Solo con Commerciale iniziammo a capire che o monetizzavamo o questo non sarebbe potuto mai essere un lavoro. Poi, oh, le cose più grandi a livello di numeri e più remunerative, io le ho fatte dopo, ma le cose dei OneMic per me sono bellissime»

Rayden: «…Ma in generale noi non sapevamo potessimo monetizzare nulla (ride, ndr)»

Ensi: «Sì, ci siamo resi conto che il merchandising funzionava solo sul campo. Lo portavamo alle date e veniva divorato. Conta quanto potevamo incassare dai dischi e dai live. In quegli anni ci hanno fatto mangiare le magliette dei OneMic. Veramente. È capace che giravamo per 6/700 euro in nero di cachet e a quelle date facevamo 1000 euro di magliette al banchetto». 
Rayden: «…Ma perché non sapevamo noi, non si sapeva»
Ensi: «Sì è vero: ora è un po’ come giocare a calcio, parti con l’idea che potresti farcela. Nei nostri anni in questa roba non c’inciampavi per caso. Anzi, avevi la certezza di essere completamente in controtendenza con il resto del mondo. Non fosse stato per il nostro carattere, nel nostro quartiere magari saremmo stati trattati come dei babbi: i baggy, il rap, i cappellini al contrario… Poi io e mio fratello li prendevamo a schiaffi, ma questo è un altro discorso»
Raige: «Ai ragazzi nessuno li pigliava in giro… Anche perché io pesavo 120 chili, tu anche. Su quel booster sembravamo i nemici di Kenshiro»
Rayden: «Poi col doppio taglio…»
Ensi: «Mamma, che brutti outfit»

Una cosa che mi ha sempre impressionato dei OneMic è che non mi vengono in mente dei gruppi italiani composti da tre membri così diversi. Tu, Ensi, sei quello forse andato più dritto sul rap, Raige dopo si è buttato nel pop, tu Rayden sei sempre stato quello un po’ più fuori dagli schemi. Mi ricordo quel periodo slow flow…

Rayden: «Sì, ma anche l’autotune. Pensa a Samuel Eto’o, un pezzo Booba pieno molto avanti per i tempi…»

Eh, sì. Questo mi fa specie: immagino che due fratelli e un grande amico siano cresciuti insieme. Stessi ascolti, stesso background…
Ensi: «Non è così. O meglio, all’inizio era così. Durante Sotto La Cintura era così»
Raige: «Perché stavamo insieme tutto il giorno»
Ensi: «Sì, ci fotteva la testa Premiere, andavamo fuori per Nas, ci piacevano i No Fiction, i Mobb Deep. Poi nei primi 2000 andammo sotto con la roba francese, quello un po’ ci riavvicinò a livello di ascolti. Guarda l’altro giorno ho scritto un tweet, dove rompevo un po’ il cazzo perché oggi che il nostro rap ha finalmente un’identità, sentire tutti questi inglesismi e francesismi un po’ mi fa girare il cazzo…»
Raige: «Solo Ferrari, Lamborghini e Panerai… Se non è italiano non ci piace (ride, ndr)»
Ensi: «Ma sì, siate orgogliosi del vostro cazzo di slang, della vostra provenienza. Non c’è bisogno ora di scimmiottare, lo potevo capire di più nel 2000».
Rayden: «Tornando alla domanda, però, secondo me, quello che più di ogni altra cosa ci ha fatto progredire è la competizione interna. Quindi questa cosa di trovare ognuno la propria strada, ha fatto sì che ci differenziassimo quanto più possibile. Così, ognuno ha assecondato un po’ le sue caratteristiche. Io penso davvero di essere stato uno dei primi utilizzatori in modo massiccio dell’autotune, mi massacravano»
Ensi: «Ma sì, anche la cosa che citavi tu prima dello slow flow. Noi ci gasavamo, però nessuno la capiva»
Rayden: «Io ho sofferto moltissimo quella cosa. Per esempio, quando feci C.A.L.M.A., che è un disco del 2006, dentro avevo un beat a 73 BPM. Sembrava una bestemmia, la gente ci è arrivata decenni dopo»
Ensi: «Però, questo secondo me i nostri fan un po’ l’han sempre capito. Noi avevamo un bel pubblico, che magari non era di infuocati del rap, erano magari universitari, andavano ai nostri concerti come a quelli dei Green Day. Pian piano, dagli infottati delle rime, il nostro pubblico ha le ragazze sulle spalle dei ragazzi, una cosa che in quegli anni non avevo mai visto»
Raige: «Noi avevamo un bel pubblico femminile, vero. C’è anche da dire che eravamo bellissimi…»
Ensi: «Eravate…»
Raige: «Dai anche tu eri un bel fioi»
Ensi: «Mica tanto. Ecco, adesso potrei essere il più bello dei OneMic»

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