martedì, Luglio 23, 2024

Se il governo cade, molti parlamentari rischiano di perdere la pensione

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Il governo di Mario Draghi sta affrontando la prova del voto di fiducia al Senato, dopo la crisi in seno alla maggioranza avviata dal Movimento 5 Stelle. Tutti si chiedono se si arriverà alla caduta del governo, e Il Sole 24 Ore ha messo in luce un elemento cruciale: la scadenza entro cui i parlamentari matureranno la pensione, che scatterà il prossimo 24 settembre.

Per raggiungere la pensione, ogni parlamentare deve attendere quattro anni, sei mesi e un giorno dalla sua elezione. Durante questo periodo deputati e senatori versano circa 50mila euro di contributi, che in caso di voto anticipato andrebbero persi. Dato l’alto numero dei neoletti in Parlamento, le nuove norme per la composizione del Parlamento e il rischio per molti degli attuali parlamentari di non essere rieletti, una caduta del governo potrebbe far saltare i vitalizi.

  1. Come funziona la pensione di senatori e deputati
  2. Quanti deputati e senatori rischiano di perdere la pensione in caso di voto anticipato?

Come funziona la pensione di senatori e deputati

Dal 2012 il cosiddetto vitalizio che spettava ai parlamentari a fine mandato è stato sostituito con una misura pensionistica simile a quella prevista per gli altri lavoratori e lavoratrici. Si tratta però, appunto solo di una similitudine. Infatti per accedere alla pensione serve rimanere in carica per almeno quattro anni, sei mesi e un giorno. Pertanto, chi è stato eletto per la prima volta nella XVIII legislatura, cioè nel 2018, e non matura questo periodo di “anzianità professionale”, rischia di perdere il suo diritto alla pensione parlamentare e i contributi versati

Quanti deputati e senatori rischiano di perdere la pensione in caso di voto anticipato?

Nella XVIII legislatura il 68% dei deputati e il 73% dei senatori risultano essere neoeletti, cioè eletti per la prima volta al loro incarico. Si tratta di 427 deputate e deputati neoletti alla Camera e 234 senatori e senatrici. Alla Camera, il gruppo parlamentare con il più alto numero di neoeletti è la Lega, 123 su un totale di 133, cioè il 92% del totale. Al secondo posto con 22 neoeletti su 24, si trovano Coraggio Italia, un partito di centrodestra guidato dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, e Forza Italia, con 33 neoeletti su 37. Il Partito democratico e Liberi e uguali sono invece i partiti con la più bassa percentuale di neoeletti, rispettivamente il 44% e il42%, unici partiti con una percentuale inferiore al 50%

Al Senato invece, il primo posto va sempre alla Lega a pari merito con Forza Italia, rispettivamente con il 95% e l’89% di senatrici e senatori neoeletti. Mentre i gruppi parlamentari in fondo alla lista sono il gruppo Misto e quello per le Autonomie. 

Pertanto non è da sottovalutare l’impatto dell’incentivo economico sul voto di fiducia di oggi, 14 luglio 2022, non è da sottovalutare nella tenuta del governo. Un ragionamento rafforzato anche dalla riduzione del numero dei parlamentari che si avrà dalla prossima legislatura, che porterà il numero dei rappresentanti da 945 a 600 e una minore probabilità per i neoeletti di confermare la loro carica.

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