martedì, Ottobre 3, 2023

La dieta di Bear Grylls, che ha abbandonato il veganesimo per burro e fegato

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Hai uno schema?
«Non sono così preciso. Ho semplicemente cambiato il mio modo di pensare: sono passato dall’idea per cui “le verdure fanno bene” a realizzare che in questi milioni di anni di evoluzione l’uomo è stato progettato per mangiare carne, latte e uova. Ma anche frutta – dolce, dai colori accesi – e tanto miele. Questo rende l’alimentazione molto più divertente. Io abbino le uova fritte con il burro, e poi lo yogurt greco con il miele e i mirtilli. Prima pensavo “Oh, devo mangiare di nuovo un’insalata”. Questo nuovo modo di mangiare è una rivoluzione per me».

Come cambia la tua alimentazione quando sei outdoor per la serie rispetto a quando sei a casa?
«È cambiata in modo semplice, e naturale. Se sono in mezzo a un’avventura, a differenza di prima che mangiavo noci e barrette di avena, ora nello zaino metto solo carne essiccata di buona qualità. I Running Wilds durano solo 36 ore, poi si torna alla normalità».

Digiuni quando sei nel bel mezzo di un’avventura?
«Non necessariamente. Dipende dal cibo che trovo. In genere faccio una enorme colazione prima di partire con uova strapazzate, salsiccia e pancetta e frutta, così ho abbastanza energia per un paio di giorni, quella che serve nel caso in cui io non trovi nulla da mangiare».

Hai uno stomaco di ferro e durante le tue avventure hai mangiato un bel po’ di cibo strano. Ti è mai venuto il disgusto ripensandoci?
«Ho fatto così tante cose nel corso degli anni: ho bevuto sangue da un’arteria di bufalo, ho sgranocchiato fegato e cuore crudi. Non è difficile, ma non è nemmeno particolarmente disgustoso. Se sono a casa, di sicuro non mi infilo in bocca una bistecca o un fegato crudo. Il cibo è un grande piacere e può essere cucinato in modo meraviglioso. E io sì, lo preferisco cucinato, a meno che non sia in modalità “sopravvissuto”».

Hai un programma di allenamento specifico?
«Si. Mi alleno in compagnia con la mia military veterans fitness company, dove i veterani guidano le sessioni di allenamento: metà del mio allenamento è quello. L’altra metà sono i pesi. Non corro molto ora però gioco a touchtennis per il cardio, e faccio tre sessioni di pesi a settimana di 30 o 40 minuti. A questo aggiungo una sessione intensiva di yoga a settimana più 15 minuti ogni mattina. Inoltre nuoto 500 metri nei giorni in cui non faccio pesi. Un anno fa ho anche iniziato una nuova cosa: prima dei pesi faccio 25 pull-up, 50 flessioni, 75 squat e 100 sit-up che in tutto durano 10 minuti e sono diventato davvero bravo. Quando ero nell’esercito riuscivo a fare max 15 pull up, ora ne eseguo regolarmente 25 con un giubbotto zavorrato. E ho 48 anni».

La dieta aiuta questi allenamenti? E ti aiuta a mantenerti meno stanco durante le tue avventure?
«Sono sempre stanco alla fine di Running Wild. Serve molta concentrazione nel guidare le persone. Sei in un posto difficile, stai portando un peso sulla schiena. Ma io non credo che il mio allenamento sia pazzesco: mantiene forti le mie ossa e i miei muscoli e poi con il nuoto e lo stretching mi mantengo flessibile. Non mi serve lavorare sulla resistenza perché non è quello l’obiettivo. Più che altro, appunto, servono forza e flessibilità a lungo termine».

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