venerdì, Ottobre 7, 2022

Croazia. Zagabria e quei difficili conti con il passato. Nasce il “Tito Tour”. Haters e minacce contro l'ideatrice

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A Zagabria, nessuna via, nessuna statua, sono intitolate a Josip Broz Tito. Ma da qualche tempo viene proposto un “Tito Tour”, con l’idea di ritrarre e raccontare l’epoca della ex Jugoslavia e del suo controverso leader. Nell’area balcanica c’è tuttora chi lo adora per il suo carisma di unificatore dell’area, e chi lo odia per l’autoritarismo: il maresciallo rimane un personaggio divisivo a oltre 40 anni dalla morte.

L’idea quanto Zagabria cambiò nome a Piazza Tito

Danijela Matijevic, 39enne promotrice dell’itinerario turistico, racconta di aver avuto l’idea nel 2017, quandole autorità della capitale croata hanno deciso di ribattezzare la piazza fino ad allora intitolata all’ex presidente della ex repubblica socialista federale. Episodio – questo – che è l’ennesima conferma della volontà delle autorità di Zagabria, di rimuovere il passato jugoslavo del Paese. Il tutto a dispetto, nel caso specifico, delle origine stesse di Tito, che in Croazia nacque da madre croata e padre sloveno. Targhe e monumenti svaniti nel nulla, nomi cambiati a foavore di altre figure della storia o del nazionalismo recente locali. Non stupisce quindi che in altre parti dell’ex Jugoslavia, dalla Serbia alla stessa Slovenia, qualcuno abbia già provveduto a riconvertire a scopi turistici le rispettive memorie del passato socialista – per non parlare dei Paesi dell’ex Est europeo del blocco filorussia – e che nella repubblica croata non sia accaduto lo stesso

Gli 8 luoghi-simbolo della Ex-Jugoslavia

Ma secondo Matijevic, la storia ha sempre e comunque un senso. “Tito fu senza dubbio uno dei giganti politici del ventesimo secolo”, racconta  Matijevic a France Presse. Il tour “Marcia con Tito”, lanciato un anno fa, conduce i turisti – e i locali – a scoprire 8 siti del centro di Zagabria, tutti in qualche modo legati al leader. La visita passa nella ex piazza Tito, tocca la principale stazione dove il regime ustascia, alleato di Germania e Italia, deportava serbi, ebrei e avversari nei campi di concentramento tedeschi, mostra le statue delle sorelle-eroine della resistenza. “Ho sempre dei brividi qui”, dice. Catturate e torturate dagli ustaci, le sorelle Bakovic “l’unica cosa che rivelarono ai torturatori fu il loro nome”, spiega la tour-leader a quattro turiste.

I turisti sono invitati a riflettere sia sui successi del leader dell’ex Jugoslavia, che sui mali di quel paese. Tito è storicamente noto per il doppio “gran rifiuto”, per non essersi schierato né con Ovest, né con l’Est del mondo durante la Guerra Fredda, lui uno dei padri fondatori del Movimento dei Paesi non allineati. Un posiziomento che ha lasciato il Paese fuori dal grande caos del periodo, garantendogli una certa prosperità. “Aveva buone relazioni con l’Ovest, ma non aveva abbandonato i buoni rapporti con l’Est. Aveva posizionato la Jugoslavia in qualche modo nel mezzo, traendo vantaggio da questo”, sottolina lo storico Hrvoje Klasic.

Matijevic davanti ai busti delle sorelle Rajka e Zdenka Bakovic, eroine della resistenza antifascista

Matijevic davanti ai busti delle sorelle Rajka e Zdenka Bakovic, eroine della resistenza antifascista (afp)

Molti ex jugoslavi però ricordano la mano forte usata dal maresciallo per reprimere tanto le opposizioni ideologiche, quanto i nazionalismi. Dopo la sua morte, nel 1980, il mosaico di etnie e religioni che costituiva la federazione non ha resistito che un decennio, prima di esplodere in una serie di conflitti che ha prodotto più di 130mila morti. Dopo l’indipendenza del 1991, la Croazia ha voltato le spalle al suo passato jugoslavo, presentandolo come un’aberrazione. Matijevic, i cui nonni hanno combattuto tra i partigiani, ha vissuto due anni in Germania e della Germania ammira il modo in cui è riuscita a confrontarsi con il suo passato nazista. E proprio questo – spiega – ha ispirato il suo progetto.  “Sono rimasta folgorata dal modo in cui i tedeschi hanno saputo affrontare la loro storia”.

I turisti: “Solo così impariamo qualcosa su di lui”

Ma non tutto fila liscio. Da quando ha cominciato a condurre i suoi Tito Tour, la guida è entrata nel mirino degli hater che la perseguitano sui social media. Insulti, anche minacce, al punto che le autorità locali hanno aperto un’inchesta. In dicembre, un consiglere comunale di destra è insorto contro l’ufficio del turismo di Zagabria, poer aver incluso informazioni sul Tito Tour nelle sue brochure. “Assolutamente insopportabile, una provocazione ideologica e un’onta per la città”, ha tuonato Igor Peternel. Un parere non condiviso da chi si addentra nel percorso. Vedrana Basic, economista, si è detta felice “di apprendere qualcosa di nuovo”, aggiungendo che è molto difficile “sentir dire qualcosa su Tito a Zagabria”. Tanja Simic, giornalista in pensione, è d’accordo: “Bisogna capitalizzare sulla nostra storia, nel settore del turismo, qualunque cosa si pensi su certi suoi aspetti”.

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