venerdì, Ottobre 7, 2022

Io sono Groot esplora tutti i rami dell'albero Marvel (e noi siamo andati alle sue radici)

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Guardando I Am Groot, la nuova serie di cortometraggi animati che i Marvel Studios hanno presentato su Disney+ venerdì 10 agosto, è facile perdere la prospettiva e considerare l’amabile (anche se un po’ indisciplinato) Baby Groot come uno di quei personaggi che sono sempre stati lì per noi, mentre in realtà è uno di quella strana razza di eroi Marvel il cui arco narrativo ha finito per completare un’orbita di 180 gradi nell’arco di diversi decenni. Prima di rinascere come bambino danzante, prima di unirsi ai Guardiani della Galassia, Groot era conosciuto dai fan più anziani come un cattivo. Un’aberrazione. Un mostro.

Storia (vera) di Groot

Il suo debutto avviene in Tales to Astonish #13 (novembre 1960), un’antologia di fumetti brevi pensata appositamente per gli appassionati di fantascienza, oltre che una riserva privata dove artisti come Jack Kirby, Steve Ditko, Bill Everett e altre star dei primi anni della Casa delle Idee potevano davvero scatenarsi. In realtà, la storia di origine di Groot – disegnata da Kirby e scritta da Stan Lee e Larry Lieber – ha più a che fare con l’immagine di un’opera di fantasia degli anni ’50, come Invaders from Mars (William Cameron Menzies, 1953) o Tarantula (Jack Arnold, 1955), che con le solite storie di supereroi

Il personaggio viene presentato come un invasore alieno con una missione: rapire esemplari terrestri affinché un medico pazzo possa studiarli sul loro pianeta d’origine. Fortunatamente, una coppia di giovani terrestri osa affrontarlo proprio quando l’orrore dello spazio esterno sta cercando di diffondere i suoi rami in ogni angolo di una piccola città americana…

Nei due decenni successivi, Groot entra a far parte del repertorio dei mostri Marvel, ancora senza una personalità definita. La copertina del quinto annual di The Incredible Hulk, pubblicato nel 1975, lo definisce “Il Maestro delle Piante”, collocandolo in un tandem di bruti intercambiabili accanto a Blip, Diablo e Titan, personaggi di serie che il tempo ha dimenticato. 
Già nel 1993, il secondo Speciale costumi da bagno Marvel (questa è una cosa che è esistita davvero :0 ) rivela che l’albero umanoide si è trasferito a vivere sull’Isola dei Mostri a un certo punto del passato. Questo per dire che Groot era, all’epoca, un mero smidollato che poteva essere chiamato in causa di tanto in tanto per facili battute, minacce di basso profilo o, in questo caso, modelli di costumi da bagno maschili. Sembrava che lui e le altre creazioni di Tales to Astonish fossero diventate anacronismi per un pubblico di lettori a cui non interessavano più i film di serie B, ma ora sappiamo che ogni personaggio Marvel presumibilmente dimenticato è in realtà una proprietà intellettuale dormiente in cerca di qualcuno che la faccia rivivere.

Rinascita di Groot

Il momento di Groot è arrivato nel 2006, quando la miniserie Howling Commandos (S.H.I.E.L.D) e, soprattutto, il crossover Annientamento: conquista lo ha rimesso in causa, dotandolo di una serie di caratteristiche proprie e, soprattutto, trasformandolo in una sorta di eroe intergalattico disposto a dimenticare il suo passato di mostro del mese. 

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