martedì, Settembre 27, 2022

10 tra le fobie più strane del mondo

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Paura, stress e ansia sono emozioni comuni nella vita di chiunque. Se si presentano in contesti quotidiani, in presenza di oggetti e situazioni innocue, e con intensità paralizzante, però, la storia cambia. E se ad innescarle è sempre la stessa circostanza probabilmente ci troviamo di fronte ad una fobia (specifica): una paura irrazionale di situazioni, oggetti, attività, animali o persone. I sintomi possono essere debilitanti, ma fortunatamente in molti casi risultano curabili con l’aiuto di un professionista esperto. Il Dsm, la cosiddetta bibbia della psichiatria americana, non tenta neanche di stendere un elenco completo delle fobie più comuni, e si limita a fornirne cinque tipologie generali: animali, eventi naturali, sangue-ferite-iniezioni, luoghi, fobie che non rientrano nelle tipologie precedenti. La fonte dei timori, in effetti, può essere davvero di ogni tipo. E se ragni, insetti, clown, o magari strapiombi e aeroplani, sono piuttosto comuni, eccovi alcune delle fobie più strane per cui sono stati coniati dei nomi.

Optofobia

Si tratta della paura irrazionale di aprire gli occhi. Spesso associata a un più generale disturbo d’ansia generalizzato, è chiaramente una condizione estremamente debilitante, vista che svolgere qualunque attività quotidiana con gli occhi chiusi è piuttosto difficile. Chi ne soffre passa di norma il tempo in casa, possibilmente in condizioni di scarsa luminosità. Si ritiene che nella maggior parte dei casi il disturbo sia legato a qualche evento traumatico, come aver assistito a incidenti o alla morte di qualcuno.

Arachibutirofobia

Avere paura del burro di arachidi è una cosa. Ma qui si va ben più sullo specifico: chi soffre di arachibutirofobia non teme tanto l’alimento, quanto piuttosto il fatto che gli resti appiccicato sul palato. Per chi ne soffre in forma grave, si tratta di una paura che porta ad evitare completamente il consumo di burro di arachidi e cibi con una consistenza simile. Si tratta comunque di un disturbo raro, anche nei paesi come gli Stati Uniti in cui il consumo di questo alimento è ben più comune rispetto all’Italia. Solitamente è associata a una più generale paura degli alimenti o delle sostanze appiccicose, o a un eccessivo timore di rimanere strozzati.

Fobofobia

La paura stessa, ovviamente, può essere qualcosa di cui avere paura. In questo caso si parla di fobofobia, fobia della paura o anche fobia dell’avere una fobia. Solitamente è un disturbo che insorge in individui con altre problematiche relative all’ansia e agli attacchi di panico. Chi ne soffre evita luoghi e situazioni in cui teme di poter provare ansia o paura, anche per evitare il rischio di sviluppare altre fobie.

Omfalofobia

In questo caso a spaventare, o mettere tremendamente a disagio, sono gli ombelichi. Quelli degli altri, e anche il proprio. Gli imfalofobici possono arrivare a fasciare il proprio ombelico con delle bende per evitare di vederlo durante le abluzioni o quando devono svestirsi, e spesso evitano luoghi e situazioni in cui il rischio di incontrare un ombelico scoperto è alto, come la spiaggia o le docce di una palestra.

Deipnofobia

Il disturbo d’ansia sociale è un tipo di fobia aspecifica relativamente comune, che riguarda la paura di esporsi in situazioni pubbliche, partecipare in momenti di socialità e convivialità, solitamente per il timore che il proprio comportamento possa essere considerato inappropriato. In alcuni casi, questo problema più generale è esacerbato, o concentrato, nei contesti in cui ci si trova a cenare in compagnia: viene definita deipnofobia, ed è la la paura di mangiare con altre persone e, in particolare, trovarsi a dover chiacchierare durante il pasto.

Singenesofobia

Zie, nonne e cugini riuniti per le feste possono essere impegnativi. Se i ritrovi familiari scatenano autentici attacchi di panico si entra però nel patologico, e probabilmente si è affetti da singenesofobia, la paura dei parenti, e in particolare dei ritrovi familiari. A meno che non esistano ottime ragioni per temere i membri della propria famiglia (come purtroppo accade fin troppo spesso), si tratta di una paura irrazionale, che è meglio tentare di curare con l’aiuto di uno specialista per tornare a godere (almeno in piccole dosi) della compagnia dei propri parenti.

Geniofobia

Da non confondere con la fobia dei geni (che avrebbe un prefisso latino), in questo caso parliamo piuttosto dei menti: la geniofobia (con prefisso greco, γένειον) è infatti il timore irragionevole, e probabilmente immotivato, del mento. Per quanto possa suonare assurda, è senz’altro una fobia con cui è difficile convivere, vista la probabilità di incontrare qualche mento nel corso delle proprie attività quotidiane.

Decidofobia

Scelte e decisioni non sono mai semplici. Ed essere indecisi non è certo una malattia. Ma quando l’incapacità di fare delle scelte autonomamente raggiunge livelli paralizzanti, patologici, si parla di decidofobia: l’incapacità di prendere decisioni senza il consiglio di qualcuno (a volte mote persone). Spesso si presenta all’interno di un più generale disturbo dipendente di personalità: un pervasivo, eccessivo bisogno di essere curati, che porta a sottomissione e a comportamenti di attaccamento.

Hippopotomonstrosesquipedaliofobia

Qui realtà e finzione si fondono, perché non è chiaro se qualcuno ha mai sofferto di questo disturbo, e lo stesso nome scelto per descriverlo sembra prendersi gioco di un ipotetico malato. Ad ogni modo, la Hippopotomonstrosesquipedaliofobia sarebbe la paura delle parole lunghe e complesse, un disturbo che impedirebbe a chi ne soffre di leggere e pronunciare il nome della propria malattia. Visto che sesquipedale (lungo un piede e mezzo) viene utilizzato per descrivere testi e termini lunghi e ampollosi (per reminescenza dell’oraziano sesquipedalia verba), la fobia si sarebbe potuta chiamare semplicemente sesquipedaliofobia. La scelta di aggiungere ippopotami (hippo) e mostruosi (monstro), è quindi un’indicazione della probabile origine ironicadel termine.

Anatidaefobia

Da qualche parte, per qualche motivo, un’anatra ti osserva”. È così che viene descritto l’oggetto di questa fobia da Gary Larson, l’uomo che ha coniato il termine che descriverebbe la paura di essere osservati da un’anatra. Una fobia realmente assurda, e in effetti inesistente: Larson è infatti un fumettista, e l’anatidaefobia nasce nella sua striscia comica “The Far Side”, accompagnata dal disegno di un uomo che lavora nel suo ufficio, mentre un’anatra lo osserva da una di un palazzo vicino.

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