venerdì, Ottobre 7, 2022

Borghi dipinti, tra Toscana e Puglia, i migliori murales da scoprire in vacanza

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La street art ormai è una vera e propria forma d’arte e spesso viene utilizzata come volano per rilanciare le sorti turistiche di borghi e città. In molti casi murales spettacolari riescono a rivitalizzare quartieri interi, e grazie a un’opera di Jorit, Blu o Pixel Pancho (per citare tre artisti italiani) periferie anonime si trasformano in musei a cielo aperto. L’Italia per fortuna è piena di questi capolavori: ecco i nostri consigli per una vacanza alla scoperta di questa affascinante forma di espressione dell’arte moderna.

Prato, Officina Giovani. Murale di Richard Biancalani

Prato, Officina Giovani. Murale di Richard Biancalani 

1) A Prato coi murales rinascono le vecchie fabbriche

Murales? Sì, grazie. È infatti dal 18 ottobre 2007 che il Comune della cosmopolita città toscana ha un regolamento per la realizzazione di murales su pareti di edifici pubblici e privati, da vecchie fabbriche a ex macelli o aree di rigenerazione urbana. Ideato dall’assessorato alle Politiche giovanili e approvato dal Consiglio Comunale, il regolamento è una sorta di “piano regolatore” per i murales, che a Prato possono essere effettuati su muri, recinzioni, delimitazioni di ponti, sottopassi di proprietà comunale, ma anche su edifici di enti pubblici e privati, purché i proprietari decidano di metterli a disposizione secondo una determinata procedura. A loro volta anche i writer devono accreditarsi, presentando una richiesta completa di bozzetti dell’opera, garantendo che sia originale e non coperta da diritto d’autore, che non sia in contrasto con le norme di ordine pubblico, non contenga immagini pubblicitarie, violente, intolleranti o offensive e discriminatorie. Oggi sono decine le opere che caratterizzano il panorama urbano della città, realizzate anche da artisti di fama come Blu, Ericailcane, Dem, Zed1, Richard Biancalani, Gnob, Run, Etnik. Uno dei più imponenti e artistici è sicuramente quello di Dem, alla ex fabbrica Calamai lungo viale Galilei, su commissione del Teatro Metastasio nel 2016, ispirato a figure mitologiche e fantastiche. Anche agli ex macelli comunali, oggi Officina Giovani, decine le opere d’arte realizzate, tra le quali spicca quella di Richard Biancalani. Tra gli ultimi interventi realizzati, a fine 2020, quello dell’artista Zed1 all’interno del nuovo Playground al Macrolotto Zero, nell’ambito di un maxi progetto di rigenerazione urbana finanziato dal Por Fesr 2014-202. Su un vecchio silos industriale per la raccolta dell’acqua sono state dipinte tre figure umane con la pelle rosa, gialla, marrone, che si passano di mano in mano dei fiocchi colorati fino a comporre un arcobaleno. Un omaggio alla multiculturalità e alla vocazione internazionale della città di Prato. Un itinerario per murales per la città è disponibile qui.

Pisa. Murale di Keith Haring, "Tuttomondo"

Pisa. Murale di Keith Haring, "Tuttomondo"

Pisa. Murale di Keith Haring, “Tuttomondo” 

2) Pisa, l’addio di Keith Haring sulla canonica di una chiesa

“Pisa è incredibile. Non so da dove cominciare. Mi rendo conto ora che si tratta di uno dei progetti più importanti che io abbia mai fatto”. Con queste parole il grande pittore e writer statunitense si accingeva, giugno 1989, a creare una delle sue opere più monumentali e significative, Tuttomondo, un grande murale realizzato sulla parete esterna della canonica della chiesa di Sant’Antonio Abate a Pisa la cui superficie misura circa 180 metri quadri (10 di altezza per 18 di larghezza). È questa l’ultima opera pubblica dell’artista prima della sua morte, nonché l’unica pensata per essere permanente. Tutto nacque dall’incontro di Haring a New York con un giovane studente pisano, Piergiorgio Castellani, che lo invitò a trascorrere un periodo di soggiorno nella città toscana. Tanto bastò all’artista per ipotizzare l’idea di realizzare un murale. L’opera venne realizzata in soli quattro giorni e fu completata con l’aiuto di alcuni studenti e alcuni artigiani dell’azienda di vernici Caparol Center di Vicopisano, che aveva donato la vernice necessaria alla realizzazione dell’opera. Il dipinto ritrae 30 figure dinamiche e di grande vitalità, concatenate e incastrate tra loro a simboleggiare la pace e l’armonia del mondo. In basso, al livello della strada, compare una figura gialla che cammina e che rappresenta il pubblico, un passante o un turista, che dedica un momento di riflessione all’opera, prima di proseguire in direzione della Torre di Pisa. Un capolavoro imperdibile, maestoso e commovente al tempo stesso.

Aielli (Aq), Borgo Universo. Murale di Nicola Alessandrini

Aielli (Aq), Borgo Universo. Murale di Nicola Alessandrini

Aielli (Aq), Borgo Universo. Murale di Nicola Alessandrini 

3) Aielli e il suo Borgo Universo

Aielli è un borgo medievale in provincia de L’Aquila, Abruzzo, di meno di 1500 abitanti. Borgo Universo è il museo a cielo aperto di questo grazioso paesino, un progetto incredibile portato avanti in pochi anni da un’amministrazione giovane e lungimirante. Qui si trovano infatti ben 35 murales di famosi street artists di tutto il mondo, tre dei quali letterari: su un muro si legge infatti il libro Fontamara di Ignazio Silone, testo simbolo della rinascita del luogo, su un altro la Costituzione Italiana, guida etica per le generazioni di ora e future, e su un altro la Divina Commedia, opera maestra della letteratura italiana nel Mondo. Ogni anno il museo si arricchisce di nuovi murales (Zebu, Franco Fasoli e Aec Interesni Kazki sono gli street artist selezionati da PalomArt per l’edizione 2022) e nel periodo di luglio e agosto il museo ospita il Festival Borgo Universo. È possibile, su prenotazione, fare tour guidati dei murales e visite alla Torre delle stelle. Con un’altitudine di 1.030 mt che lo rende uno dei centri più elevati della Marsica, Aielli è circondato dalla catena montuosa del Sirente e il suo territorio montano è incluso nell’area protetta del parco naturale regionale Sirente-Velino. Il paese antico è adagiato su uno sperone roccioso calcareo la cui posizione dominante e strategica ne ha fatto in epoca romana e medievale un luogo particolarmente idoneo per la difesa del territorio e l’osservazione delle vie di comunicazione.

Roma, Tor Marancia, Big City Life. Murale "Io sarò" di Guido Von Helten

Roma, Tor Marancia, Big City Life. Murale "Io sarò" di Guido Von Helten

Roma, Tor Marancia, Big City Life. Murale “Io sarò” di Guido Von Helten 

4) Roma, tra i capolavori di Big City Life

Pigneto, San Basilio e la zona fra Ostiense e Testaccio: queste borgate di Roma sono da anni ormai oggetto di riqualificazione urbana tramite opere di street art. Non tutti però sanno che nel 2015 è stato il turno di un’altra parte storica della città, Tor Marancia, dove 20 artisti internazionali in 70 giorni di lavoro (fra l’8 gennaio e il 27 febbraio di quell’anno), con 765 litri di vernice e quasi 1000 bombolette spray hanno dato vita a Big City Life, progetto che consta di 22 murales monumentali ideato da 999Coontemporary, finanziato da Fondazione Roma e dal Campidoglio e patrocinato dall’VIII Municipio. Il “grigiore” di 11 palazzine del comprensorio di Via di Tor Marancia 63 ha così in poco tempo ceduto il passo al colore e alla creatività, con risultati stupefacenti. Scopo del progetto è stato trasformare la storica borgata romana in un distretto di arte pubblica contemporanea unico al mondo, coinvolgendo in questo processo la comunità locale, le scuole e le associazioni di quartiere. Le oltre 500 famiglie che abitano le case popolari del lotto 1 di Tor Marancia, di proprietà ATER del Comune di Roma, hanno infatti incontrato e accolto gli artisti, provenienti da dieci Paesi diversi, con entusiasmo, e gli allievi della scuola elementare Dalla Chiesa, delle medie Settimia Spizzichino e dell’istituto superiore Caravaggio sono stati i protagonisti dei laboratori creativi tenuti durante la lavorazione. Solo alcune opere sono visibili dalla strada, e per ammirarle tutte bisogna entrare nel comprensorio. Una buona occasione per conoscere e scambiare quattro chiacchiere, con rispetto, con i condomini che lo abitano.

Grottaglie (Ta), uno dei murales di Paolo Carriere

Grottaglie (Ta), uno dei murales di Paolo Carriere

Grottaglie (Ta), uno dei murales di Paolo Carriere 

5) Grottaglie, la città dei cartoni animati

Se siete nati tra la fine degli anni ’70 e gli inizi degli anni ’80 avete molto probabilmente avuto un’infanzia felice, almeno dal punto di vista televisivo. I bambini cresciuti in quegli anni sono infatti venuti su a pane e cartoni animati giapponesi, spesso disegnati da mostri sacri del calibro di Hayao Miyazaki. Di questa età dell’oro sono piene le pareti di una cittadina pugliese, Grottaglie, già molto famosa per le sue ceramiche artistiche, e per questo presa d’assalto ogni anno da turisti in cerca di pezzi pregiati con cui arredare la propria casa. Ebbene, in questo borgo in provincia di Taranto l’artista Paolo Carriere – di Grottaglie anche lui – ha tappezzato le pareti di case e negozi di murales dedicati a Candy Candy a Holly e Benji, passando per l’Incantevole Creamy e l’Uomo Tigre, fino a Hello Spank e Lamù, Mazinga Z e Dragon Ball. Formatosi all’Accademia di belle arti di Lecce e soprannominato “Zampa di giaguaro”, Carriere racconta di aver scelto questi cartoni perché “nell’immaginario di tanti rappresentano delle icone forti che riportano ad un’infanzia spensierata, specie per quelli della mia generazione. Sapevo benissimo che quei personaggi così colorati avrebbero suscitato sensazioni piacevoli in chi li avrebbe visti, che avrebbero regalato la freschezza e la leggerezza di un ricordo emozionante. Mi diverto a colorare i muri grigi e noiosi di tante strade del mio paese. Mi piace abbellirli”.

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