venerdì, Ottobre 7, 2022

Perché il Giappone vuole che i giovani bevano più alcol

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Mentre la maggior parte del mondo sarebbe contenta di scoprire che il livello di consumo di alcol tra i giovani è in calo rispetto al passato, il Giappone sembra andare nella direzione opposta. L’Agenzia delle entrate giapponese ha infatti appena presentato un’iniziativa pensata per spingere sempre più persone, in particolare nella fascia d’età tra i 20 e i 39 anni, a consumare bevande alcoliche. Il progetto, denominato “Sake Viva!”, è un concorso in cui ai giovani viene richiesto di proporre entro il 9 settembre progetti e iniziative promozionali che incentivino il consumo di alcol tra i coetanei, sia in bar e ristoranti sia in casa. I progetti migliori verranno poi sviluppati con l’aiuto di professionisti e implementati a partire da novembre. 

L’iniziativa è stata lanciata perché negli ultimi anno c’è stato un significativo calo nei consumi di alcol in Giappone, che si è tradotto in una diminuzione nelle entrate fiscali legate alle imposte sulle bevande. Secondo i dati forniti dall’Agenzia, il consumo medio annuale di bevande alcoliche tra gli adulti giapponesi è diminuito da 100 litri nel 1995 a 75 litri nel 2020, e mentre nel 2011 le entrate fiscali dalle imposte su bevande alcoliche rappresentavano il 3 per cento del totale, nel 2020 la proporzione si è assestata sul 2 per cento. Dato che il Giappone ha un enorme deficit pubblico e un debito di più di due volte e mezzo superiore al pil del paese, il governo deve trovare il modo di aumentare le proprie entrate fiscali, e iniziative come questa sono utili in tal senso. 

La riduzione di consumo di alcol tra i cittadini giapponesi è indubbiamente legata alla composizione demografica del paese, caratterizzata da scarsa natalità e altissima aspettativa di vita. Nel 2014 la proporzione di cittadini giapponesi di più di 65 ha superato il 25 per cento della popolazione totale, e gli anziani tendono a essere meno propensi a consumare grandi quantità di alcol rispetto ai giovani. A questa componente demografica si è aggiunta la pandemia. Un po’ come nel resto del mondo, le restrizioni imposte per contenere la diffusione dei contagi da coronavirus hanno diminuito le occasioni di ritrovo in cui i giovani, così come gli adulti, si incontrano e consumano bevande alcoliche. Tali restrizioni avrebbero anche contribuito a cambiare le abitudini dei giovani: anche dopo che le restrizioni sono state tolte, il consumo è continuato a diminuire.

L’iniziativa ha ovviamente suscitato reazioni contrastanti nel paese. Da una parte, c’è chi sta già proponendo iniziative da presentare al concorso. Dall’altra, c’è chi si preoccupa delle conseguenze di un aumento del consumo di alcol sulla salute delle persone. Il ministero della Salute giapponese, dove l’attuale ministro Katsunobu Katō si è insediato solo la scorsa settimana, ha fatto sapere di non essere stato in contatto con l’Agenzia delle entrate sull’organizzazione di questa iniziativa, e si è raccomandato di fare attenzione alle quantità di alcol in modo da evitare rischi per la salute. 

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