martedì, Settembre 27, 2022

Quali sono gli insetti e ragni più pericolosi che si possono incontrare in Italia?

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Nome scientifico Loxosceles rufescens, comunemente noto come ragno violino per via della caratteristica forma della macchia presente sul suo addome, è l’unica altra specie di aracnide potenzialmente letale che abita nel nostro territorio. È un ragno piuttosto piccolo, il cui corpo non supera i 9 millimetri negli esemplari femminili (più grandi della controparte maschile). A renderlo pericoloso è il suo veleno, una citotossina che provoca la formazione di ulcere necrotiche che possono rivelarsi anche molto gravi, ma quasi mai letali. Il piccolo ragno violino comunque è un animale schivo, che raramente attacca l’uomo se non in caso di incidenti. Abita su tutto il territorio nazionale, predilige habitat caldi e asciutti e spesso può essere trovato sotto i sassi o nelle crepe delle rocce, anche se è frequente anche individuarlo in luoghi simili all’interno delle abitazioni di campagna.

Vespe

Passando ai pericoli presenti nell’aria, non possiamo non citare vespe e calabroni, probabilmente gli insetti volanti dalla puntura più temuta. Il loro veleno non è letale nell’uomo se non in dosi realmente elevate (un adulto dovrebbe poter sopportare circa 20 punture per chilogrammo di peso), ma ciò non toglie che l’incontro con questi insetti può essere realmente doloroso, e può rivelarsi fatale nei soggetti allergici. La specie più grande presente in Europa, e in Italia, è la Vespa crabro, chiamata comunemente calabrone: gli esemplari vanno dai due centimetri ai due centimetri e mezzo di lunghezza, mentre la regina può raggiungere anche i tre centimetri e mezzo, eguagliando le dimensioni dei temutissimi calabroni asiatici giganti, per i quali probabilmente sono spesso state scambiate nei tanti avvistamenti degli ultimi anni, mai confermati. Vespe e calabroni possono avere un atteggiamento aggressivo nei confronti dell’uomo, e per questo le punture sono relativamente comuni. A differenza delle povere (e malandate) api, specie più timida che punge unicamente in situazioni disperate (anche perché ci rimette inevitabilmente la vita).

Scorpioni

Tra gli aracnidi più temuti nel mondo gli scorpioni hanno certamente un posto speciale. Ne esistono circa 2.100 specie nel mondo, di cui un’ottantina sono dotate di veleni potenzialmente letali per l’uomo. Nessuna di queste, però, abita nel nostro paese: gli scorpioni italiani appartengono principalmente alla famiglia Euscorpiidae, costituita da specie di piccole dimensioni, scarsamente velenose e solitamente timide. Per riuscire a farsi pungere da uno scorpione è necessario andarlo a disturbare nella sua dimora, scoperchiando sassi o infilando le mani in qualche fessura nella pietra, altrimenti gli incontri si concludono solitamente con la fuga dell’animale, per nulla intenzionato ad avere a che fare con la nostra specie. Fanno eccezione a questo profilo gli scorpioni della specie Buthus occitanus, unica rappresentante della famiglia Buthidae di cui esistono avvistamenti in Italia. Anche detto scorpione giallo comune, è originario della Spagna e si dice sia stato introdotto nel nostro territorio dalle attività umane. Predilige un clima secco, ed è dotato di un veleno particolarmente doloroso e pericoloso, capace di causare febbre elevata per diversi giorni. Se davvero presente nei nostri territori, è comunque ancora estremamente raro, e fortunatamente le punture si rivelano mortali in una percentuale dei casi inferiore al due per mille.

Zanzare & Co

Ultimo posto, ma non per importanza, lo riserviamo agli insetti più comuni, ma non per questo meno dannosi: zanzare, pappatacei e zecche (anche in questo caso, come per ragni e scorpioni, si tratta in realtà di aracnidi). Insetti estremamente comuni, che pungono l’uomo regolarmente senza provocare, fortunatamente, particolari disagi. Se non fosse per il rischio di contrarre diverse, pericolose, malattie infettive. Per le zanzare, per quanto rari nel nostro paese, i pericoli riguardano malattie come il virus West Nile, Chikungunya e Dengue, non originarie del territorio italiano, ma ormai presenti anche dalle nostre parti. I pappataci sono il veicolo della leishmaniosi, un’infezione pericolosa che colpisce principalmente animali da compagnia come i cani, ma che può infettare anche l’uomo con due forme, quella cutanea e quella viscerale, causate da microorganismi differenti, endemiche in alcune aree del paese. Per concludere, le zecche, un pericolo che riguarda le aree boschive e di campagna, dove è possibile essere morsi nelle aree scoperte del corpo. Per l’uomo rappresentano un pericolo perché possono trasmettere l’encefalite da zecca, o Tbe, la malattia di Lyme, la rickettsiosi e altre gravi patologie.

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