venerdì, Ottobre 7, 2022

Il sacco della spazzatura diventa una borsa griffata

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Sebbene questi stilisti siano giunti a pensare che tutto possa essere trasformato nel design di una borsa, hanno percorso strade diverse per arrivare alla stessa conclusione. La Trash Pouch di Balenciaga è nata in occasione della sfilata autunno/inverno 2022 della maison che verrà ricordata per essersi svolta all’interno di una parete circolare di vetro in cui è stata simulata una tormenta di neve sull’apocalittica scenografia di una passerella di alta moda. I modelli, piegati dalla bufera, hanno affrontato le intemperie con gli stivali alti fino alla coscia e le loro felpe. Alcuni portavano il famigerato Trash Pouch. Per inciso, ci tengo a ricordare la descrizione scritta in un’unica riga, totalmente asciutta e ovvia, contenuta negli appunti di Balenciaga sulla sfilata: «Il Trash Pouch è ispirato a un sacco della spazzatura». Grazie. Il Trash Pouch rappresenta la reazione di Demna a un evento catastrofico imminente, in cui chi produce moda è profondamente coinvolto. Nel contesto di un’industria dell’abbigliamento dominata da aziende di fast-fashion come Shein, il Trash Pouch sembra presagire una sorta di minaccioso avvertimento su dove stiamo andando dopo i nostri acquisti su TikTok e i top alla moda da 8 dollari.

Non c’è, però, da preoccuparsi perché non tutti gli stilisti che si giostrano tra i detriti hanno letto il libro di David Wallace-Wells dal titolo La Terra Inabitabile. Una storia del futuro. Prendiamo ad esempio i barattoli di vernice di LV: sebbene condividano la stessa filosofia, basata su concetto che la spazzatura di un uomo può essere la borsa griffata di un altro, il loro materiale di partenza sembra essere più vicino all’interesse di Abloh per Marcel Duchamp. I barattoli di vernice non sono dissimili dagli oggetti Readymade dell’artista francese: oggetti quotidiani che, osservati da un’angolazione leggermente diversa, diventano arte. «Uno dei modi in cui V ha immaginato il proprio mondo è stata la regola del tre per cento che lui stesso ha stabilito essere la dose percentuale esatta di rielaborazione creativa necessaria a trasformare un oggetto quotidiano in un’opera d’arte», ha scritto il curatore Antwaun Sargent in un ricordo del designer all’inizio di quest’anno. Basta colorare un barattolo di vernice con splendide e vivaci tonalità, applicare il marchio Louis Vuitton, fissare una tracolla e voilà: It Bag. In un omaggio appropriato al suo designer, il testo del sito di LV precisa che la borsa è «abbastanza spaziosa da contenere due telefoni»,  una vera necessità per un ossessivo utente di WhatsApp come Abloh. A quanto pare c’è anche dell’altro: l’ultima sfilata di Louis Vuitton ha presentato alcuni modelli che assomigliavano a borse di plastica lucida.

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