venerdì, Ottobre 7, 2022

Tekken: Bloodline è un must per i fan

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Harada ha spiegato che gli animatori di Tekken: Bloodline sono gli stessi dei videogiochi, uno staff che quindi aveva già estrema familiarità con i personaggi. Alla versione animata questo fattore giova enormemente: le sequenze di azione sono micidiali, molto accurate, velocissime, visivamente potenti e decisamente entusiasmanti. Non basta, però, tutta la prima stagione ad abituarsi alla discutibile decisione di imporre l’assurdo self shadowing triangolare, piantandolo in testa a ciascun personaggio. Al di la di questo, il character design fedele (e cafonissimo) e l’animazione efficace esaudiscono ampiamente le pretese di una buona qualità tecnica. Sul versante narrativo, i fieri detrattori delle derive sovrannaturali avranno da storcere il naso, specialmente perché la trasposizione indugia nella storyline del videogioco dedicata alle presenze presenze demoniache che noi, francamente, avremmo tenuto per la seconda stagione dopo un bel cliffhanger

Una scena di Tekken: Bloodline

netflix

Per i seguaci della saga, che tra la miriade di franchise mitici è uno di quelli a vantare la timeline più lunga, Tekken: Bloodline si colloca a livello cronologico all’altezza di Tekken 3. La storia indaga il passato di Jin, illustrando il tragico evento che ne innesca la furia vendicativa e lo persuade ad allenarsi duramente per partecipare ai tornei del King of the Iron Fist, dando inizio alla sua carriera di campione di karate. L’Ip di Tekken conta una miriade di personaggi, guerrieri umani e sovrumani (e animali: chi non vorrebbe un orso bodyguard per amico?) esperti di tutte le arti marziali possibili, dal wrestling al kung fu.

La prima stagione (ne prevediamo altre) purtroppo conta solo sei episodi, con il risultato che la parte dedicata all’aspetto agonistico del torneo risulta troppo compressa e penalizza gli scontri. I personaggi che figurano nel videogioco  avrebbero meritato più tempo sullo schermo per esibire una miriade di colpi caratteristici. Paul Phoenix, Leroy Smith, Ogre, il wrestler con la maschera da giaguaro King – protettore di orfanotrofi come l’Uomo Tigre – sono tra i personaggi che si intravedono anche nel trailer, ma ce ne sono molti altri che partecipano al torneo o vengono citati. La brevità della stagione, come accennato, non consente di fare conoscenza e affezionarsi a personaggi unici e particolari al pubblico che si avvicina per la prima volta alla saga: una pecca a cui siamo sicuri porrà rimedio la seconda stagione.

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