lunedì, Giugno 24, 2024

Lewis Hamilton è un campione anche nel prendersi cura di sé stesso

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Rispetto agli standard della maggior parte delle persone, Lewis Hamilton è una persona davvero speciale. Non si vincono sette titoli mondiali in nessuno sport, tanto meno in Formula 1, senza essere incredibilmente motivati, preparati e risoluti. Per raggiungere i traguardi ottenuti in carriera, ha dovuto focalizzarsi sulla vittoria. Più che mai, una parte importante di questo successo è dovuto alla capacità di imparare a mettere al primo posto la cura di sé, a trovare del tempo personale e, in generale, a prestare la dovuta attenzione al proprio benessere psicofisico. In vista della ripresa della stagione 2022, abbiamo incontrato Hamilton per parlare della sua agenda wellness e capire come la cura di sé sia diventata una parte tanto importante del sistema di allenamento di un campione del suo livello. Considerate le rigide norme in materia di prevenzione al COVID in vigore in questo sport, Hamilton non è mai stato così attento all’igiene e a mantenersi in forma e in salute. Il pilota fa di conseguenza parte della campagna #Limitless in collaborazione con INEOS Hygienics, il fornitore di soluzioni igienicosanitarie dal più alto tasso di crescita del Regno Unito che ha affiancato Hamilton e i suoi compagni di squadra della Mercedes-AMG Petronas Formula Uno. Ecco, dalle vive parole dello stesso Lewis Hamilton, come diventare un campione anche nella cura di sé.

Lewis Hamilton

Lewis Hamilton (photo credit: INEOS Hygienics)

Come trovare il proprio equilibrio nella vita quotidiana

«Anch’io, al pari di tutti gli altri, ho grande difficoltà a trovare il giusto equilibrio. Quando ero più giovane, pensavo solo a rimanere concentrato e a svolgere il mio lavoro; quindi, è stato necessario molto tempo prima di ritagliare un po’ di spazio in agenda per assicurarmi di fare altre cose che amo e di sfruttare la mia creatività. Ora, che si tratti di progetti speciali, esercizio fisico o musica, mi assicuro di inserire tra le priorità quotidiane anche le cose capaci di dare equilibrio al mio stile di vita e di passare del tempo con la famiglia e gli amici».

Migliorare sé stessi

«Ogni anno ho sempre cercato di capire in che modo potessi crescere e avere maggiore energia. Come posso essere un compagno di squadra migliore? Cosa devo fare per sentirmi meglio e bilanciare la mia vita in maniera più equilibrata? Nel corso del tempo ho acquisito man mano piena consapevolezza della maniera in cui mi sto trattando, sono entrato in sintonia con il mio corpo e le sue esigenze, quando ha bisogno di riposare e quando no».

Rimanere in salute e pieni di energia

«Il rischio di ammalarsi a causa della pandemia ha messo in evidenza quanto sia importante per il nostro lavoro non perdere una gara a causa di un virus. Un timore che ci ha indotti a fare un enorme passo avanti in termini di igiene. La consapevolezza è rimasta e devo ammettere che in generale non mi sono mai preoccupato così tanto della salute. Cerco di non introdurre nulla di particolarmente dannoso nel mio corpo, appena è possibile sto alla larga dai farmaci e uso solo quelli biologici o omeopatici. Ho scoperto quanto sia utile cercare di evitare di risolvere un problema una volta presa una malattia dedicandosi a un’attenta opera di prevenzione. Per quanto mi riguarda, cerco sempre di capire cosa possa farmi veramente bene. La domanda da porsi sempre è una: come posso tutelare al meglio la salute restando in forma e pieno di energia?».

Il recupero è il re del benessere

«Negli ultimi due anni il recupero è stato un vero e proprio punto di riferimento nella mia vita. Ora mi assicuro sempre che il giorno successivo a una gara sia un momento di riposo completo, un periodo tutto per me in cui avere cura di me stesso. Faccio la crioterapia, magari un po’ di piscina e mi assicuro un trattamento fisioterapico, di agopuntura, o anche solo un bagno turco. Da giovane, inoltre, non facevo mai stretching prima o dopo essere entrato in macchina. Non sapevo che è un ottimo metodo per sciogliersi, quindi lo stretching è diventato per me essenziale».

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