giovedì, Giugno 8, 2023

Tár è il film con più Cate Blanchett di sempre

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«Non ho scritto questo film con Cate Blanchett in mente, ho scritto questo film per Cate Blanchett. Senza di lei non sarebbe mai esistito». Il regista (e sceneggiatore) di Tár Todd Field ha raccontato così la premessa fondamentale che ha portato alla realizzazione del suo nuovo film, presentato in concorso al festival di Venezia.
In effetti, Blanchett monopolizza lo schermo e non c’è praticamente una scena in cui non appaia.

Il Tár del titolo è il cognome della protagonista, Lydia Tár, direttrice di orchestra con un curriculum eccezionale. Lo scopriamo proprio all’inizio, perché il film si apre con una lunga un’intervista a lei, condotta sul palco dal (vero) giornalista Adam Gopnik al New Yorker Festival.

Nella lunga introduzione, prima di passare alle domande, veniamo a conoscere le tappe salienti della sua carriera: un dottorato in Musicologia presso l’Università di Vienna, seguito da una specializzazione in musica della Valle dell’Ucayali nel Perù orientale, dove ha trascorso cinque anni tra la popolazione Shipibo-Conibo. Quindi, il podio nelle più importanti orchestre americane, prima di approdare all’orchestra di Berlino, dove lavora da sette anni. Nel frattempo, se non bastasse, ha vinto tutti i premi più prestigiosi con le sue composizioni: un Emmy, un Grammy, un Oscar e un Tony, ottenendo un posto nella lista dei cosiddetti EGOT.

«Quando la incontriamo è all’apice del successo», dice la Blanchett. «Sta per presentare la sua autobiografia e sta lavorando a un’esibizione dal vivo della Quinta Sinfonia di Mahler che diventerà anche un disco. Il punto è che quando raggiungi la vetta non puoi che scendere».

E, infatti, la terza parte del film ne racconta il crollo disastroso. Accusata di aver portato al suicidio una giovane direttrice di orchestra (che aveva sabotato per “vendicarsi” del suo rifiuto), di essere una predatrice sessuale e di aver commesso una serie di abusi di potere, Lydia Tár perderà non solo la carriera alla quale aveva dedicato tutta la sua esistenza ma anche l’unico vero affetto della sua vita, ovvero la figlia siriana adottata con la sua partner, il primo violino di Berlino, Sharon Goodnow (l’attrice Nina Hoss).

«Lydia è perseguitata da qualcosa o da qualcuno che appartiene al suo passato», spiega Cate Blanchett. «Un passato che evidentemente si è illusa di poter chiudere dentro una scatola e cancellare. Ha fatto il possibile per reinventarsi grazie alla musica, ma non è stato abbastanza».

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