lunedì, Maggio 27, 2024

Margini è un racconto generazionale punk e “geolocalizzato”

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Troppo poco per le loro aspirazioni, per cui tentano di fare il balzo: aprire il concerto di una nota punk band degli Stati Uniti, i Defense. Il sogno, però, si infrange quasi subito quando la data viene annullata. Che fare? La soluzione sembrerebbe semplice (si fa per dire): se non possono suonare con i Defence a Bologna, vorrà dire che saranno i Defence a suonare con loro a Grosseto.

Niccolò Falsetti e Francesco Turbanti, i due autori della sceneggiatura di Margini – il primo lo ha anche diretto – conoscono bene la materia del loro primo film.

Entrambi sono nella realtà di Grosseto ed entrambi fanno parte del gruppo punk PEGS che vive e lotta fra noi dal 2005. Ed è proprio sulla base delle loro esperienze che mettono in scena lo straniamento dei loro personaggi, quella sensazione che si prova nel tornare a casa dopo un concerto, carichi di energie della sera prima: «Scendi dal treno e percepisci subito una strana, disturbante tranquillità, l’impressione che in quel luogo non succederà mai niente». Un’immobilità di fronte alla quale l’unica consolazione è “la consapevolezza che dal quel posto ce ne saremmo andati”.

Che, poi, è proprio quello che hanno fatto loro. Falsetti (classe 1987) da oltre una decina di anni lavora come regista e sceneggiatore e ha realizzato diversi videoclip (per esempio per Levante), pubblicità, documentari e serie web. Mentre Turbanti, un anno più giovane, prima di Margini ha lavorato per lo più come attore. Tra i suoi film: Acciaio di Stefano Mordini, Una questione privata dei fratelli Taviani e Diabolik 2 dei Manetti Bros, in arrivo nel 2023.

Tante le scene agrodolci del film, come quella della missione dei tre amici in Comune nel tentativo di trovare un locale per il concerto. Come prevedibile, non ottengono niente “perché”, spiega loro la sindaca, “i finanziamenti a disposizione sono stati tutti destinati alla ricostruzione storica dell’assedio di Ludovico il Bavaro”.

Margini è il ritratto di un mondo dove la stagnazione delle istituzioni e della società si scontra con un fermento giovanile che non trova sbocchi, ma anche una storia di amicizia maschile. Di fratellanza, complicità, di alti e bassi, sogni e conflitti. Una storia che l’Armadillo conosce e capisce come le sue tasche. E non è un caso che Zerocalcare appaia in un cameo nel film. 

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