venerdì, Ottobre 7, 2022

Cosa propongono i partiti quando parlano di Unione europea

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Rispetto all’Europa e all’Unione europea, i programmi dei diversi partiti si assomigliano per una cosa: nessuno specifica come intende finanziare le riforme o le proposte avanzate sul tema. Per il resto, l’agenda europea dei diversi schieramenti passa dai progetti di riforme strutturali nell’organizzazione comunitaria, fino alla richiesta di uscire dall’Unione. Tuttavia, poiché il dibattito durante la campagna elettorale è naturalmente incentrato su temi di politica interna, l’Europa occupa un ruolo marginale nei programmi della gran parte dei partiti. Addirittura, il programma del partito Impegno civico, del ministro egli Esteri Luigi Di Maio, non contiene nessuna proposta relativa all’Unione europea.

Una tendenza che riflette la distanza percepita della cittadinanza italiana rispetto all’Unione europea, ma che allo stesso tempo potrebbe anche essere una causa di questa percezione. Infatti, in base alle analisi di Openpolis, l’attaccamento ai valori e all’esistenza dell’Unione europea è sotto la media degli altri paesi, pari al 52% contro il 58%. Così come, più in generale, l’attaccamento al concetto di Europa, con il 55% contro il 67% di media, e il sentirsi cittadini dell’Unione, con il 60% contro il 71% di media. Non stupisce quindi di trovare un dato inferiore alla media anche rispetto alla conoscenza del funzionamento dell’Unione, pari al 44% contro il 58%. Vediamo quindi di cosa parlano i partiti, quando parlano di Unione europea.

  1. Verdi e Sinistra italiana
  2. Unione popolare
  3. Possibile
  4. Partito democratico
  5. Movimento 5 Stelle
  6. Lega
  7. Italia Viva-Azione
  8. Italexit
  9. Fratelli d’Italia
  10. Forza Italia
  11. Coalizione di destra
  12. +Europa

La gialla è per il Senato, la rosa per la Camera. Sulle schede saranno riportati i simboli dei partiti, raggruppati per coalizione, il nome dei candidati all’uninominale e quelli che corrono per il plurinominale. Come si vota

Verdi e Sinistra italiana

Nel programma congiunto dei pariti guidati da Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, l’Unione europea viene definita come “uno spazio politico da difendere, approfondire e cambiare”. La proposta principale, che vedremo ripetersi in altri programmi, è quella di un rinnovamento istituzionale che porti alla maggiore centralità del Parlamento europeo e al superamento del meccanismo del voto all’unanimità nel processo decisionale. Infine, la lista chiede una “solidarizzazione del debito, come elemento di base per contenere gli attacchi speculativi e favorire politiche economiche espansive”, la condizionalità finanziaria verso i paesi che non rispettino lo stato di diritto e i diritti civili e una difesa comune.

Unione popolare

Il gruppo guidato dall’ex sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, chiede che l’Italia si riappropri della sua autonomia strategica” nelle relazioni in Europa, l’abbandono delle politiche di austerità, una maggiore centralità del Parlamento, l’abolizione del Mes (Meccanismo europeo di stabilità) e di ogni ricorso a esso e la creazione di una “Europa dei popoli” basata sulla “giustizia ambientale, sociale ed economica”.

Possibile

Il partito di Giuseppe Civati punta all’Europa federale, tramite una riforma che conferisca nuove competenze all’Unione, in particolare in materia fiscale, di sanità, in politica sociale, industriale, in politica estera e di difesa. Anche in questo caso si propone di rafforzare il ruolo del Parlamento, rendere la Commissione un vero e proprio governo e di superare il meccanismo decisionale all’unanimità, generalizzando il voto a maggioranza o a maggioranza qualificata. Ulteriori proposte riguardano l’uso di regole europee uguali per tutti i paesi per le elezioni del Parlamento europeo, la riforma delle regole del Patto di stabilità, l’abbandono delle politiche di austerità, un trasferimento dei poteri fiscali nazionali alle istituzioni e la realizzazione di una difesa comune europea. Infine, Possibile è l’unico partito a menzionare il programma di studio Erasmus+, chiedendo maggiori investimenti e una maggiore diffusione del programma.

Partito democratico

Come già gli altri partiti analizzati, anche il Partito democratico propone la riforma del Patto di stabilità, l’abbandono dell’austerità e l’estensione delle competenze dell’Unione nei settori dell’energia, della difesa comunitaria, della politica estera, della salute, dell’immigrazione e delle politiche sociali, puntando a un assetto federale. In più, il partito di Enrico Letta propone una “strategia inclusiva e progressiva” di allargamento dei confini dell’Unione, a partire dai Balcani e da una confederazione tra stati membri e stati candidati, così come sanzioni comunitarie contro le aziende che non adottano misure concrete “contro il lavoro minorile, il lavoro forzato e la tratta di essere umani nelle catene di fornitura globali”.

Movimento 5 Stelle

Per il Movimento 5 stelle, le priorità in Unione europea riguardano la costruzione di un progetto di difesa e di un esercito comunitario, l’istituzione di un “energy recovery fund” per contrastare la crisi energetica, l’emissione permanente di debito comune come sostegno degli obiettivi europei, la riforma del Patto di stabilità e l’adozione di un meccanismo comunitario per la gestione, l’accoglienza e la redistribuzione dei flussi migratori.

Lega

La Lega sostiene invece la difesa della sovranità nazionale nelle decisioni di politica estera, di sicurezza e di difesa, il sostegno alle competenze esclusive degli stati membri e quindi il mantenimento del meccanismo dell’unanimità nel processo decisionale comunitario. Inoltre, si esprime contro alla riduzione delle tariffe doganali, per favorire un “riconoscimento reciproco di standard produttivi elevati” e la creazione di “un ministero per le Politiche Ue”. Infine, propone una riduzione e limitazione del Green deal europeo e degli obiettivi climatici del programma Fit for 55, che comprende l’azzeramento delle emissioni di carbonio, perché sarebbero “desueti e inappropriati per il contesto che si sta vivendo”.

Italia Viva-Azione

La coalizione dei partiti guidati rispettivamente da Matteo Renzi e Carlo Calenda, come altri, propone di abolire il principio dell’unanimità e di adottare una politica estera comune, anche attraverso la promozione “dell’integrazione della catena logistica europea attraverso una maggiore integrazione dell’industria militare”. Il resto delle proposte si concentra invece sul completare il processo di riconoscimento dei titoli di studio nell’Unione europea, il potenziare la rete di scuole italiane all’estero e il continuare a ridurre l’Imu dovuta dagli italiani all’estero.

Italexit

L’agenda europea di Italexit è una tra le più sintetiche. Il partito di Gianluigi Paragone propone infatti di tornare alla sovranità monetaria, reintroducendo la lira, e di uscire dai trattati europei e dall’Unione europea, definita un “obbrobrio istituzionale, tecnocratico e autoritario”. In base a quanto si legge sul programma, le “dinamiche di uscita da Euro e Ue sono studiate da tempo dai nostri esperti: economisti, avvocati, giuristi”.

Fratelli d’Italia

Anche l’agenda di Fratelli d’Italia risulta molto sintetica sull’Unione europea, dedicando al tema solamente l’ultima pagina alla fine del programma. Le proposte del partito di Giorgia meloni si limitano a sostenere la “difesa delle radici classiche e giudaico-cristiane dell’Europa”, la promozione di politiche di difesa comune con la costituzione di una “colonna europea” della Nato e la revisione del Patto di stabilità e della governance europea.

Forza Italia

Al contrario dei suoi alleati di coalizione, Forza Italia sostiene il passaggio dal sistema dell’unanimità a quello della maggioranza qualificata. Mentre in linea con loro e altri partiti sostiene la promozione di una politica estera e di difesa comuni, con la formazione di un “corpo di intervento di 100 mila uomini”, la revisione del Patto di stabilità, una nuova politica europea “per l’immigrazione e l’asilo”, con una “redistribuzione obbligatoria degli immigrati nei paesi europei e gestione comunitaria dei rimpatri”. E, infine, un “piano Marshall europeo di aiuti per l’Africa per ridurre significativamente l’immigrazione e aumentare la collaborazione militare con i Paesi del Nord Africa e del Corno d’Africa”.

Coalizione di destra

Diversamente dai programmi dei singoli partiti che la compongono, quello della coalizione di centro destra incomincia proprio trattando di Unione europea. In questo caso però, la prima proposta riguarda il raggiungimento di una “politica estera incentrata sulla tutela dell’interesse nazionale e la difesa della Patria”, per poi passare alla richiesta di revisione del Patto di stabilità e della governance economica, a un piano di sviluppo del “continente africano”, per finire con la “difesa e promozione delle radici e identità storiche e culturali classiche e giudaico-cristiane”.

+Europa

Il programma del partito che ha Europa nel nome dedica ampio spazio alle relazioni con l’Unione europea. Le proposte sono molte e vanno a toccare tutti gli ambiti di organizzazione istituzionale per raggiungere un federalismo europeo e infine “gli Stati Uniti d’Europa”. In particolare +Europa chiede una riforma dei trattati europei per garantire un maggiore potere di iniziativa legislativa del Parlamento, sopratutto sul bilancio, e l’adozione di una legge elettorale uniforme del Parlamento. Inoltre, il partito vuole sollecitare l’adesione dell’Unione europea alla Convenzione di salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (Cedu), come dispone l’art. 6.2 del Trattato di Unione e la solidarizzazione del debito comune per affrontare le emergenze più significative, come avvenuto con il Next Generation Eu”.

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