venerdì, Ottobre 7, 2022

Wanna Marchi, il Baffo e gli altri maghi delle televendite

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Un’altra colonna di Telemarket (realtà che anch’essa si è ridimensionata ed è passata di mano più volte per via di guai di bilancio) era Alessandro Orlando. Anche lui figlio di gallerista arrivò sulla rete commerciale a metà degli anni Novanta e applicò la sua parlantina e il suo fare sornione alla vendita di “tutto ciò che gli altri non vendono”. Ha raccontato a Repubblica di aver svuotato magazzini zeppi di posate d’argento, puntando tutto sulla loro preziosità ma soprattutto sul loro valore emotivo. Istrionico e umorale, si gettava a terra, abbracciava le statue, provava i tappeti sdraiandosi sopra e addirittura una volta fece volare un piatto d’argento. Risultato? Le linee telefoniche intasate.

Patrizia Rossetti

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Patrizia Rossetti non è una televenditrice in senso stretto, ma è la più chiara rappresentante di una serie di conduttrici e conduttori che si sono convertiti ai messaggi promozionali magari in una fase della loro carriera troppo affollata di concorrenti. Dopo aver condotto addirittura il festival di Sanremo e Miss Italia, negli anni Ottanta Rossetti diventa il volto di riferimento di Rete4 arrivando a condurre contenitori che duravano tutto il giorno e proponendo innumerevoli televendite inframezzate alle varie soap opera e telenovelas che facevano la fortuna della rete. Negli ultimi tempi si è riciclata come concorrente di reality, da La fattoria a Pechino Express, e attualmente il Grande Fratello Vip, ma il vecchio amore per le televendite non l’ha ancora abbandonata.

Roberto Artigiani

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Un altro pioniere dei televenditori, praticamente nato da quando esistevano le televendite stesse, è Roberto Artigiani: signore massiccio e distinto, eloquio precisissimo, dai capelli e la barba sempre impeccabili (scopriremo presto perché), Artigiani ha venduto come tutti qualsiasi cosa nella vita, ma si è nel tempo specializzato in attrezzi tecnologici che, ad ascoltare lui, venivano dal futuro ma nella maggior parte dei casi erano trovate quasi pacchiane. Dal rasoio che permette di non andare più dal barbiere per decenni (ecco il suo segreto di bellezza!) ad avveneristici videogiochi che non si sognano neanche in Giappone, Roberto Artigiani era sinonimo di garanzia non tanto di innovazione tecnologica bensì di intrattenimento televisivo assicurato.

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