martedì, Settembre 27, 2022

Il manifesto italiano a difesa della privacy

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Durante State of privacy, il presidente dell’autorità Pasquale Stanzione ha indicato i “nuovi territori da esplorare, dai neurodiritti (tra i quali in primis l’habeas mentem, quale presupposto della libertà di autodeterminazione) alla gig economy: terreno sul quale il capitalismo delle piattaforme rischia di riprodurre nuove e più insidiose forme di caporalato”. 

Ci interrogheremo – prosegue Stanzionesui mutamenti che hanno caratterizzato il ruolo del Garante nel nostro ordinamento e in quello europeo, nel rapporto con il legislatore e, rispettivamente, con gli altri organi europei, sino a ipotizzare un vero e proprio ‘manifesto’ enunciante alcuni possibili obiettivi da perseguire nei prossimi anni”. 

Nell’analizzare questi aspetti e nel delineare alcune possibili direttrici da seguire – conclude Stanzione – netta sarà la consapevolezza del fatto che, per quanto nuovi e diversi, rispetto a 25 anni fa, possano essere i contesti, identica resta l’esigenza di tutelare la persona rispetto ai rischi di un uso distorsivo della tecnica, con il suo eccesso di mezzi e la sua povertà di fini”. 

Il Garante europeo per la protezione dei dati fa ricorso contro il nuovo regolamento dell’Europol, che assegna all’agenzia di polizia grandi poteri sull’uso delle informazioni. Uno schiaffo a Consiglio ed Europarlamento e una domanda: il blocco dei 27 vuole essere ancora il campione della privacy?

I lavori sono proseguiti con Paola Pisano, consigliere per l’economia digitale e l’innovazione tecnologica del ministero degli Affari esteri che ha sottolineato la collaborazione con il Garante in occasione della sperimentazione del voto elettronico per il rinnovo dei Comitati degli italiani all’estero e per il trasferimento di dati in paesi terzi, collaborazione che ha significato maggiore tutela per i cittadini.  

Il Garante europeo della protezione dati Wojciech Wiewiorowski si è soffermato sul valore dei dati ed ha concluso affermando “i dati non sono una merce, non sono il petrolio del futuro ma informazioni sugli esseri umani e come tali vanno tutelati”. 

È intervenuto poi, Guido Scorza, componente dell’autorità e curatore dell’evento, il quale ha condiviso con i presenti i suoi “sogni” sul prossimo futuro della protezione dati. “I have a dream – afferma Scorza – di trasformare in realtà la trasparenza effettiva dei trattamenti, trasparenza che porta alla consapevolezza, consapevolezza che significa libertà. Per tradurre in realtà il sogno sui diritti, serve un “nuovo patto sociale” che bilanci le nuove opportunità economiche con il rispetto della persona. Io sogno – conclude Scorza – di ridisegnare i servizi e i prodotti a misura di bambini”.

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