venerdì, Dicembre 9, 2022

Siccità: il nuovo film di Virzì ci è scoppiato dentro al cuore all'improvviso

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Claudia

E poi c’è lui, Max Tortora, personaggio che vale tutto il film: colmo di irresistibile umanità, è un miserabile ex commerciante di camicie in bancarotta, che vive in auto con il suo cane e si fa pagare la pizza da un immigrato dopo averlo insultato. È la metafora di una società sul lastrico, incattivita e addormentata, in cui ringhiare contro l’altro è più facile che guardare in faccia la propria miseria, sopportare l’ennesima giornata colma di ostacoli, burocrazia, soprusi, ignoranza e difficoltà.

Le varie storie sono ambientate in un futuro prossimo e collegate tra loro in una coralità che non riguarda solo la siccità del titolo, l’epidemia e la disperazione sociale: sono intrecciate attraverso relazioni che si costruiscono e distruggono tra loro, facendo implodere ogni dicotomia tra vittime e carnefici. E convincono, tenendo chi guarda incollato alla poltrona (del cinema, s’intende) a vedere come andrà a finire. Ad attendere, insieme ai personaggi, che arrivi la benedetta pioggia, metafora di salvezza per tornare tutti finalmente a respirare. Com’è stato detto, Siccità meritava di gareggiare nella selezione ufficiale della Mostra del Cinema di Venezia, a cui è stato presentato fuori concorso. Conviene ora riempire le sale, lasciandosi trasportare da un racconto attuale su quanto “la gggente è impazzita” – per dirla con uno dei protagonisti – sulle note dell’intramontabile Mi sei scoppiato dentro al cuore di Mina, capace di farci volare sopra ogni (nostra) aridità. 

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