venerdì, Dicembre 9, 2022

È morto Giorgio Coraluppi, il padre della videoconferenza

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È scomparso Giorgio Coraluppi, 88 anni, fondatore di Compunetix e altre aziende, italiano emigrato da sessant’anni negli Stati Uniti. Coraluppi è uno degli innovatori più importanti di cui non avete mai sentito parlare, probabilmente, ma che con la sua scomparsa lascia un enorme vuoto. Tra le sue invenzioni, l’algoritmo per la videoconferenza che ha permesso alla Nasa negli anni Settanta e Ottanta di collegare migliaia di tecnici e ingegneri in maniera automatica per la pianificazione dei lanci delle missioni Apollo e poi degli Shuttle, e che oggi è alla base di tutti i sistemi di videoconferenza che sono risultati fondamentali, ad esempio, per riuscire a superare la pandemia: Zoom, Teams, FaceTime, WhatsApp.

Non è retorica dire che Coraluppi (aveva un dottorato in ingegneria al Politecnico di Milano e una seconda laurea alla Carnegie Mellon University) sia stato una delle persone chiave nello sviluppo dell’innovazione digitale. 

Alfonso Fuggetta, amministratore delegato del Cefriel (il centro di ricerca fondato nel 1988 da università, imprese e amministrazioni locali per promuovere collaborazione e condivisione di conoscenze ricerca, tessuto economico e società​), lo conosceva da moltissimo tempo ed è stato uno dei primi a darne notizia con un tweet: “Conoscevo il dottor Coraluppi da più di vent’anni, anche se all’epoca l’ad del Cefriel era Maurizio Decina: Coraluppi era una persona straordinaria, un inventore e nonostante negli Usa fosse riverito come un genio si trattava di una persona con una pacatezza e una umanità incredibili: un mentore oltre che un imprenditore e un grandissimo ricercatore. Andavo a trovarlo ogni anno a Pittsburgh, oppure veniva lui in Italia fino a pochi anni fa, e ogni volta imparavo qualcosa. Era una grande persona“.

La storia

La storia di Giorgio Coraluppi, che lascia la moglie e tre figli che lavorano nella sua azienda (la figlia Monica e nel consiglio di amministrazione del Cefriel di cui Computenix è socia, con un laboratorio in comune a Pittsburgh), è lunga. E ripercorrerla è un viaggio non solo nella storia dell’informatica ma anche del talento dei grandi inventori.

Dopo la laurea e dottorato in ingegneria, e dopo aver lavorato per Olivetti e Ibm, Coraluppi è migrato negli Stati Uniti negli anni sessanta con la moglie Laura per un periodo che doveva essere di un paio di anni e che invece si è trasformato in una presenza senza fine. Da sempre nella stessa città, Monroeville in Pennsylvania, a mezz’ora d’auto da Pittsburgh, il lavoro di Coraluppi è stato quello di uno straordinario inventore, appassionato nella risoluzione di problemi che affrontava con la passione di un ingegnere amante della matematica e determinato a trovare soluzioni che potessero funzionare, a prescindere da tutto. La sfida era risolvere il problema, non fare soldi. 

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