venerdì, Dicembre 9, 2022

Edufin3.0, fare educazione finanziaria nell'era digitale

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La probabilità che un Gen Z sappia cosa sia una criptovaluta ma ignori cosa sia un minibond è alta, ma è anche un segno dei tempi. La consapevolezza che gli italiani, oltre la logica generazionale, abbiano competenze insufficienti sul fronte delle questioni finanziarie è invece una costante, come dimostrano diverse indagini. Nel 2020, il report Bankitalia sull’alfabetizzazione finanziaria indicava che la quota di soggetti con punteggio di conoscenza giudicato sufficiente dall’Ocse era pari al 44,3 per cento.

La platea da formare non manca, posto che gli spazi di opportunità per investire sono più ampi che in passato e comprare un digital asset è (quasi) la normalità. Le evoluzioni del risparmio in chiave digitale saranno un tema importante nell’ambito degli appuntamenti di Edufin3.0, il progetto di educazione finanziaria di Banca Generali e Marco Montemagno presentato a Milano, al 40esimo piano della Torre Hadid, sede milanese del gruppo. 

Al via dalla prossima settimana, gli appuntamenti del format ricalcheranno la modalità “4 chiacchiere con”, già nota chi segue il percorso editoriale del divulgatore e imprenditore. Montemagno incontrerà esperti italiani e internazionali per fare divulgazione in materia finanziaria, coprendo un raggio di argomenti ampio: il progetto si svilupperà lungo l’anno e saprà anche cogliere le spinte dell’attualità, per tenere il passo della cronaca. I video integrali saranno pubblicati sul canale Youtube di Montemagno e declinati anche come podcast su Spotify. Pillole ad hoc saranno sviluppate sui social classici, e poi clip su Instagram e Tik Tok.

Nelle piattaforme i formati ci sono già ma quando si tratta di educazione finanziaria, e di economia in generale, la sfida si fa sempre più complessa in quanto, come spiegato dallo stesso divulgatore, devi intercettare l’attenzione, coniugare da un lato le competenze e dall’altro forme di comunicazione accattivanti, aggregare partner affidabili e che al tempo stesso restituiscano la complessità del quadro attuale, anche in termini di evoluzioni dei prodotti. Basti pensare al mondo crypto, un tempo visto come antagonista del sistema e letto solo alla luce della digital currency, che annovera oggi molte altre declinazioni del suo potenziale, a partire dagli smart contract platform, ad esempio. 

L’obiettivo dichiarato, ed esplicitato dal direttore generale e ad di Banca Generali Gian Maria Mossa, è quello di essere “cerniera” tra il nuovo mondo digitale e quello tradizionale, per avvicinare il pubblico ai temi ma, potenzialmente, anche a visioni di investimento, per capire cosa comprare e su quale fronte temporale. 

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