lunedì, Novembre 28, 2022

Meglio pneumatici All Season o invernali? La prova dei Michelin Crossclimate 2 SUV

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Michelin ha presentato alla “prova su strada” i Crossclimate 2 SUV con un evento al Porsche Experience Center, casa del divertimento a quattro ruote che abbiamo visto in occasione della sua inaugurazione nel settembre del 2021.

Il tracciato in Franciacorta non è stata una scelta casuale: oltre ad un percorso in fuoristrada, utile anche per saggiare la motricità di un All Season (o “quattro stagioni”) che su alcuni SUV è anche una proposta di primo equipaggiamento, la pista include una parte con i classici esercizi di handling e un pistino a zero aderenza” che simula una percorrenza sul ghiaccio.

DIAMO I NUMERI


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Forse interesserà a pochi, ma è sempre un buono spunto di riflessione chiamare in causa i numeri del mercato pneumatici italiano dove Michelin analizza il periodo 2015 – 2021 e mostra come le invernali abbiano perso il 14% (nonostante abbiano raggiunto il picco massimo nel 2018) con un’eccezione: nel mondo dell’alto di gamma e dei segmenti superiori (SUV e cerchi dai 18″ in su), ci sia stata una crescita.

Le All Season, invece, hanno capitalizzato un’oggettiva crescita a livello di prestazioni tecniche (più o meno trasversale a tutti i marchi) e sono diventati talmente affidabili da conquistare praticamente chiunque: nello stesso periodo preso in esame hanno realizzato una crescita del +180%, perdendo terreno a causa della pandemia, ma ripartendo alla grande non appena le restrizioni alla circolazione sono state eliminate.

PERCHÉ SCEGLIERE LE ALL SEASON


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Sono sempre stato un tipo da invernali e ogni inverno le auto di famiglia si sottoponevano al rito del cambio del set di gomme su cerchi dedicati, pratica utile per chi vuole semplificare le operazioni, ha spazio a sufficienza in garage e non disdegna di impiegare massimo un’oretta per effettuare l’operazione. Con inverni rigidissimi e tanta neve le prestazioni degli pneumatici invernali non si battono, questo è innegabile.

La mia vecchia Juke ha superato senza problemi nevicate abbondanti e qualche lastra di ghiaccio durante vari viaggi di lavoro in Italia ed Europa, e tutto senza poter contare sulle quattro ruote motrici: avete presente i SUV 4×4 che si bloccano a bordo strada in salita? Quasi certamente montano delle estive pensando di poter contare sulla trazione integrale e dimenticandosi che senza grip della gomma non c’è 4×4 che tenga.

Con gli anni, però, mi sono accorto che le temperature medie iniziavano a salire, gli inverni risultavano meno rigidi e con meno nevicate, e le poche situazioni in cui un’invernale avrebbe dato il meglio, con tanta neve o con temperature sotto alla “soglia limite” dei 7 gradi, non erano più tali da giustificare un secondo treno di gomme, l’impegno nella sostituzione e un secondo treno di cerchi.

Così con il passaggio alla Model 3, a trazione integrale, ho deciso di fare quello che mi ero promesso di non fare mai: passare un inverno senza invernali tenendo le estive e le catene a bordo, come da normativa. Pazzo? Non completamente: era l’inverno del 2021, eravamo ancora tutti incerti su quanto si sarebbe davvero potuto viaggiare con la pandemia, le mie Michelin Pilot Sport di primo equipaggiamento erano (e sono ancora dopo quasi 28.000 km) delle ottime gomme e risparmiare non faceva male. Questione di rapporto rischio/beneficio dunque.

L’inverno è passato, i viaggi non sono stati tantissimi (eccone uno dai 3° ai 12°) e la montagna l’ho vista in tre occasioni, tutte affrontate senza problemi e (quasi) senza neve. Non nego però di aver sentito la mancanza di un’invernale: tornanti allegrotti con tanto freddo o bagnato costringevano spesso all’intervento della trazione integrale insieme ai controlli elettronici, e fortunatamente avevo delle buone estive che non se la cavano affatto male sul bagnato.

Insomma, psicologicamente non riuscivo troppo ad abituarmi a non avere le scarpe giuste, e d’istinto guidavo come se avessi le invernali, salvo poi ricordarmi che non avevo fatto il cambio in questa stagione.

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La settimana più critica, e quella che più di tutte mi ha fatto sentire la mancanza delle invernali, è stata quella del 7 marzo 2022. Il grafico delle temperature mostra sotto la linea gialla dei 7,5° i momenti della guida, un viaggio a più tappe in Europa per diversi appuntamenti (la prova di BMW i4, la plenaria sulle batterie al Parlamento Europeo e un test di Hyundai sulla neve), in cui gli invernali si sarebbero trovati nel loro territorio ideale.

Sono tanti momenti per una settimana, ma non troppi in valore assoluto se andiamo a guardare la stagione fredda nel suo complesso.

MICHELIN CROSSCLIMATE 2 SUV (E NON SOLO)


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L’illuminazione è arrivata dopo la presentazione dinamica dei Crossclimate 2 SUV. Evoluzione di una gamma già esistente (questa, la versione “non SUV”), che oggi copre la quasi totalità delle misure, i nuovi pneumatici mi hanno convinto nella prova pratica suddivisa tra pista e strada. Il “pistino” a bassa aderenza, un particolare tipo di asfalto completamente liscio che si avvicina molto alle reazioni dell’auto sul ghiaccio, lo avevo già percorso a fine maggio con una Porsche gommata estiva e a trazione posteriore.

In quell’occasione l’obiettivo era il divertimento, cercare la scodata e la perdita di aderenza, ed è stato quindi ancora più impressionante, complice la memoria fresca di quell’evento, notare come le quattro stagioni di Michelin abbiano trasformato un tracciato ad “aderenza zero” in una strada assolutamente percorribile. Per fare un paragone, il ghiaccio si è trasformato in qualcosa di equivalente ad un asfalto bagnato, e tutto cambiando solo la gommatura.

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Ovvio, il Q5 TFSI-e utilizzato per la prova è diverso da una sportiva. Da un lato può contare sulla trazione integrale, ma va segnalato che la trazione integrale ti aiuta appunto in fase di trazione, non in rilascio. E con il Crossclimate 2 SUV anche il rilascio restituiva reazioni onestissime, prevedibili e sincere. Dall’altro, però, Q5 ha lo svantaggio rispetto ad una Porsche di essere un SUV che quindi deve far lavorare di più gli pneumatici per compensare un assetto da ruota alta.

Non mi capita di rado di scegliere qualcosa dopo averlo provato per una recensione e pur notandone i difetti (il mio smartphone, il mio computer, la mia auto…) e sarà così anche per la decisione di rinunciare alle invernali per passare alle All Season che, nel caso di Michelin, sono anche 3PMSF, sigla che si traduce con la certezza di poter circolare in inverno in tutta Europa senza trasgredire le normative.

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A convincermi nella decisione, poi, anche le buone prestazioni della gomma, sia testimoniate dall’etichetta (ecco come si legge), sia verificate da diversi test indipendenti del TUV Sud (prove di frenata e trazione) e di Dektra (prove di durata).

Michelin dichiara una durata maggiore, e so dall’esperienza privata che i francesi* (asterisco spiegato nel box sotto) sono i migliori a mantenere le prestazioni di sicurezza anche a fine vita, mentre altri sono ottimi da nuovi e decadono esponenzialmente ben prima del limite dei 2 mm.

Curiosità forse nota a pochi: Michelin è ad oggi il principale produttore di pneumatici in Italia. Non parliamo solo in termini di gomme realizzate effettivamente in Italia, Cuneo è uno degli stabilimenti di eccellenza in tutta Europa, ma anche di lavoratori italiani impiegati. Insomma, c’è più Italia in un marchio francese che in uno italiano…

Inoltre l’etichetta parla di B in rumorosità, ed effettivamente la prima prova ha confermato ottime prestazioni acustiche, apprezzate in generale e ancor più fondamentali per chi ha un SUV elettrico o Plug-In. Vedere uno pneumatico quattro stagioni che si è evoluto talmente tanto da raggiungere la stessa rumorosità dei Pilot Sport 4 estivi (quelli di primo equipaggiamento), è un’ulteriore conferma di quanto siano diverse le gomme “M+S” di oggi rispetto a quelle dei primi tempi, e di quanta tecnologia invisibile ci sia e sia frutto della ricerca nelle mescole, nella carcassa e negli intagli. E questo è un discorso che, in generale, vale per tutti i principali di produttori di pneumatici di gamma alta, esclusi i “cinesoni” di turno.

I NUMERI DI CROSSCLIMATE 2 SUV


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Con l’arrivo di Crossclimate 2 SUV la gamma di All Season Michelin (o quattro stagioni) diventa praticamente universale: i Crossclimate 2 SUV esistono dai 17″ ai 20″, i Crossclimate 2 per vetture vanno dai 14″ ai 23″ e la copertura è del 99% delle auto. Scendendo nel dettaglio della novità (Crossclimate 2 SUV), l’etichetta segna A, B o C per il consumo del carburante (dipende chiaramente dalla dimensione), B in termini di aderenza sul bagnato, B in termini di rumorosità e sfoggia il logo 3pmsf.

Riguardo alle novità tecniche si è lavorato per estendere la durata chilometrica: +20% rispetto al modello precedente. In breve, i Crossclimate 2 SUV promettono di fare più strada e, anche avvicinandosi al limite, mantengono comunque un alto livello di prestazioni in termini di sicurezza.

La mescola aumenta ulteriormente il contenuto di silice e nero di carbone, l’architettura lavora per ridurre il consumo distribuendo meglio e in maniera più uniforme le forze (in accelerazione, frenata e sterzata i SUV non sono certo “gentili” con la gomma) e il disegno si occupa di mantenere la capacità drenante durante tutto il ciclo vitale.

E LE INVERNALI?


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Insomma, le All Season sono perfette? Assolutamente no. Le gomme quattro stagioni sono migliori delle invernali sulla neve? No, ma come dicevo qualche paragrafo sopra, i difetti di questa tipologia sono evidenti se le paragonate alle “invernali pure”. Però Michelin ci fa una domanda per aiutarci a scegliere, e inconsapevolmente è la stessa che mi sono fatto io nella scorsa stagione fredda durante quell’esperimento di rinuncia alle invernali.

Quindi la ripropongo a voi citandoli: guidate frequentemente in posti con inverni rigidi, con tante nevicate o con tanti giorni con la temperatura al di sotto dei 7 gradi, famoso spartiacque tra invernali ed estive? Se la risposta è sì, allora meglio scegliere le invernali. Se la risposta è no, le All Season sono oggi mature e prestazionali, non solo per chi non esce mai dalla città ad eccezione della settimana bianca, ma anche per chi, come me, viaggia spesso e in situazioni diverse.

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