venerdì, Dicembre 9, 2022

Da “Io sono Giorgia” al 25 settembre: storia dell'evoluzione social di Meloni

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“Vero che ci sono i giovani su TikTok – spiega Bracciale – ma i dati ormai ci dicono che ormai sulla piattaforma sono arrivati anche i pubblici di altre età. Su TikTok alterna una comunicazione più smart ad altri contenuti più istituzionali. Facebook e Instagram, invece, oggi li usa come fossero la vecchia tv generalista in cui condivide le interviste che fa in televisione, una self promotion più tradizionale rispetto a quella più scanzonata di TikTok. Si tratta di una comunicazione integrata con contenuti specificatamente rimodellati per la piattaforma che utilizza anche quando si tratta di uno stesso video. Questo denota una grande cura e un’attenzione particolare per i pubblici dei rispettivi social network e lo si è visto anche nella scelta del suo slogan. ‘Pronti a risollevare l’Italia’ non è uno slogan che polarizza come lo ‘Scegli’ di Letta e questo probabilmente l’avrebbe danneggiata partendo da una posizione di vantaggio alla vigilia dell’ultima campagna elettorale”. 

Da Pupo al Signore degli Anelli

Ogni scelta, dunque, sembra essere meticolosamente ragionata anche se può concretizzarsi attingendo a un vastissimo bagagliaio di cultura pop. Ed è forse proprio grazie al suo rispondere al pop con altro pop è probabilmente riuscita anche a schivare – almeno parzialmente – le critiche di vip, cantanti e influencer da milioni di follower, a partire da Chiara Ferragni che ha espresso più volte dissenso nei confronti della leader del primo partito italiano. 

“Se c’è una leader che incarna il pop alla perfezione è lei – aggiunge Bracciale – lo si vede anche nelle scelte musicali adottate che vanno da Su di noi di Pupo a Il cielo è sempre più blu di Rino Gaetano (da cui la famiglia del cantante si è dissociata, ndr). Si tratta di musica ‘nazionalpopolare’, che tutti conoscono: usa un linguaggio medio per un’audience media. E risulta comprensibile perché parla in maniera semplice, fa esempi semplici, ricorre a parole chiave che poi riutilizza sempre nello stesso modo nei comizi e in televisione”.

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Per questo, sembra quasi naturale che nel suo comizio finale Giorgia Meloni sia stata introdotta dalla voce di Pino Insegno che cita Il Signore degli Anelli (a cui diede la voce): “Verrà il giorno della sconfitta, ma non sarà questo giorno”, mentre una musica epica accompagna lo sventolio delle bandiere di Fratelli d’Italia in Piazza del Popolo a Roma. 

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