lunedì, Novembre 28, 2022

Come Hocus Pocus è passato da flop al botteghino a film cult

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Nonostante questa costante testimonianza di affetto insperato, Disney ci mise parecchio per decidersi a progettare un seguito. Fin dal 2014 Midler, Parker e Najimy avevano espresso un chiaro desiderio di tornare nei loro ruoli, ma la cosa si concretizzò solo nell’ottobre 2019, quando fu annunciato ufficialmente Hocus Pocus 2, destinato alla piattaforma streaming Disney+. A riprova della bontà dell’operazione, nell’ottobre 2020, quando per via della pandemia le grande novità cinematografiche era sospese o rimandate, Hocus Pocus tornò in oltre 2500 sale americane, guadagnando 1,9 milioni di dollari e finendo secondo dopo Tenet di Christopher Nolan, uscito quell’estate. 

Quegli stessi spettatori tra gli anni Ottanta e Novanta ora hanno finalmente l’occasione di rivedere in azione le tre strampalate sorelle Sanderson, nella speranza anche quella costante che la nostalgia non sia una trappola autodistruttiva che ci infliggiamo da soli. Ma del resto proprio nella nostalgia che domina la nostra industria dell’intrattenimento possiamo trovare un senso a tutto questo fenomeno: Hocus Pocus è il perfetto sopravvissuto di un’epoca in cui i film – e in generale tutti gli altri prodotti di intrattenimento – avevano a disposizione non pochissimi giorni o settimane per trovare il proprio pubblico, bensì diverse e inaspettate strade per imporsi all’attenzione mainstream

Oggi, per andare sul sicuro e sfruttare pubblici già affezionati, i vari streamer riformulano titoli cult in sequel, remake e reboot di vario tipo, ma al contempo gettano nel dimenticatoio film e serie che non riscuotono successo immediato. Come la sua candela dalla Fiamma nera, invece, Hocus Pocus ci ha messo il suo tempo per portare a termine il suo incantesimo. E la magia, se tutto va bene, continuerà.

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