venerdì, Dicembre 9, 2022

I brand di moda stanno rendendo i club di calcio sempre più cool

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Molti di questi brand hanno sempre guardato “a distanza” lo sport, e il calcio in particolare: avevano target diversi, ma soprattutto i protagonisti del campo non erano riconosciuti come un mezzo ideale per comunicare la propria visione, estetica e non. In pochi anni, tutto è cambiato: per merito dei club, certo, che sempre con maggior convinzione hanno abbracciato l’idea di diventare dei “lifestyle brand”, allargando il raggio d’azione ad ambiti come la moda, appunto, ma anche l’intrattenimento, il gaming, l’impegno sociale, e perché, nel frattempo, il calcio è diventato un prodotto culturale non più confinato agli appassionati di schemi e di tattica, ma aperto a nuovi linguaggi e a nuovi codici, in definitiva a un pubblico più eterogeneo.

I calciatori sono le nuove icone di stile

In questo processo che sta cambiando e non poco le dinamiche a mezzo delle quali il calcio è rappresentato, un peso importante lo stanno avendo i calciatori: archiviato lo stereotipo del difensore che interviene in tackle con cattiveria e che beve birra al pub dopo la partita, ma anche quello del bad boy un po’ tamarro tutto eccessi e notti in discoteca, l’ideale del calciatore moderno incontra i gusti dei marchi di moda più importanti – stiloso, con una coscienza sociale, perfettamente inserito nella vibe culturale del nostro tempo.

Negli ultimi tempi, molti fashion brand hanno chiuso accordi individuali con alcuni calciatori – per esempio, Jack Grealish/Gucci, Kylian Mbappé/Dior, Marcus Rashford e Son con Burberry – ma unirsi a un club permette di mettere a frutto maggiormente le attività di posizionamento di un marchio all’interno del calcio: per esempio, il neo fashion partner della Roma, Fendi, è stato un regista prezioso nella presentazione di Paulo Dybala come nuovo calciatore giallorosso – svolto, non a caso, al Palazzo della Civiltà Italiana, sede degli headquarters della casa di moda romana. Un evento mediatico di enorme portata, di fronte a 10mila tifosi in fibrillazione, e uno splendido total look Fendi su misura per l’argentino.

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Un futuro tutto da scrivere

I club, dal canto loro, hanno solo da guadagnare, in un senso commerciale e di popolarità. Associarsi a un marchio di moda importante è un ulteriore boost in termini di branding, è una sottolineatura di prestigio – farsi spalleggiare da un’azienda vincente proietta sul club un’immagine vincente. Un club di media fascia come il Rennes, per esempio, acquista immediatamente una rilevanza macroscopica con l’appoggio di Balenciaga – François Pinault è la risposta alla domanda che vi stavate ponendo. Alcune partnership sono poi perfette per comunicare valori condivisi, o per rimarcare una comunanza specifica, per esempio lo stesso territorio – la “milanesità” insita nel binomio Inter-Moncler, e poi Dior/Psg e Fendi/Roma.

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