lunedì, Novembre 28, 2022

Cos'è la fibromialgia e perché è una malattia con cui è difficile convivere

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Una malattia che non si può vedere ma solo sentire, che si manifesta con dolori diffusi e persistenti, talvolta molto acuti. È la fibromialgia, una sindrome difficile da diagnosticare, poco conosciuta e probabilmente dovuta a un’alterazione della percezione del dolore a livello cerebrale. Ad essere più colpite sono le donne in età adulta. Una malattia che, proprio per la sua apparente aspecificità, rimane poco nota anche a livello medico e spesso viene confusa con altre. In queste ore, a portarla all’attenzione dei media è Giorgia Soleri, la modella attivista a cui è stata recentemente diagnosticata. 

Come diagnosticarla

Si tratta, con ogni probabilità, di una malattia multifattoriale. Invisibile agli esami di laboratorio, per diagnosticarla occorre rivolgersi a un medico reumatologo che sappia riconoscerla nei muscoli del paziente. La caratteristica che contraddistingue la fibromialgia da altre malattie con cui è facile confonderla, infatti, è la presenza dei cosiddetti tender points, particolari aree che provocano dolore acuto in seguito a digitopressione. Una regola diagnostica, se così si può definire, è che almeno 11 dei 18 punti sensibili noti siano presenti in maniera simmetrica su ambo i lati del corpo da almeno tre mesi. Spesso vengono prescritti comunque alcuni esami di laboratorio che servono a escludere altre malattie con cui la fibromialgia condivide molti sintomi. Oltre al dolore, sintomo predominante e diffuso generalmente in tutto il corpo, il 90 per cento dei malati di fibromialgia riporta stanchezza e affaticamento cronici, e disturbi del sonno. A risultare alterata, in particolare, è la fase profonda del sonno, la cui disfunzione può portare, nel tempo, a diversi disturbi fisici, psicologici e neurologici, che coinvolgono anche i centri del dolore. Altri segni distintivi della malattia possono essere la cefalea (specialmente di origine muscolotensiva), la presenza di spasmi intestinali o vescicali, che si possono tradurre in irritazione del colon, stipsi e necessità di urinare molto spesso.

Come trattare i sintomi

Dal momento che le cause che portano ad ammalarsi di fibromialgia non sono del tutto chiare, e i sintomi possono variare da persona a persona, non esiste ancora una cura definitiva e mirata. L’approccio migliore, secondo i medici, è quello che agisce contemporaneamente su più fronti. Mira a ridurre il dolore e a migliorare il sonno da un lato, con la somministrazione di antidolorifici o antidepressivi al dosaggio minimo, e agisce a livello fisico dall’altro. Terapie fisiche e allenamento sembrano infatti dare sollievo rispetto ai dolori e generare benefici a lungo termine. Funzionano, in particolare, gli esercizi per il rinforzo muscolare, gli allenamenti aerobici a basso impatto svolti con costanza e frequenza nel tempo, e alcuni esercizi di allungamento e di mobilizzazione articolare specifici.

Anche la terapia psicologica aiuta

Da non sottovalutare sono le ripercussioni psicologiche della fibromialgia. La carenza di sonno e la difficoltà nel ricevere una diagnosi tempestiva, infatti, possono portare i pazienti a sviluppare alterazioni dell’umore e sintomi depressivi legati alla loro condizione. Come molte malattie cosiddette “invisibili” e come le malattie di origine psicologica, anche la fibromialgia viene spesso giudicata una malattia immaginaria. Per questo chi ne soffre, insieme ad associazioni nate nel tempo, lotta contro la frustrazione che questa condizione può causare. In questo senso, un percorso psicologico può essere molto utile per aiutare nella cura dei sintomi, e soprattutto per educare i familiari a considerare questa sindrome al pari di una qualunque altra malattia. Non da ultimo, è possibile che la fibromialgia insorga anche in corrispondenza di traumi psicologici, eventi particolarmente stressanti o periodi difficili. L’educazione e la conoscenza della malattia, sia per il paziente sia per chi gli sta vicino, giocano un ruolo importante nella strategia terapeutica e nel processo di cura e di adattamento alla malattia.

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