lunedì, Novembre 28, 2022

Bombe atomiche tattiche, cosa sono

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È notizia delle ultime ore: il presidente russo Vladimir Putin starebbe preparando un test nucleare ai confini dell’Ucraina. Ne parla il Times citando un’informativa Nato ai Paesi alleati, nella quale oltre al test del siluro sottomarino Poseidon definito “l’arma dell’Apocalisse”, in quanto progettato per esplodere la testata nucleare vicino alle coste creando uno “tsunami radioattivo” con onde alte centinaia di metri, si parla di test nucleari al confine. Konrad Muzyka, analista della difesa polacco, scrive che è stato avvistato un treno speciale in Russia centrale diretto in Ucraina. Il convoglio apparterrebbe al 12esimo principale direttorato del ministero della Difesa russo e sarebbe responsabile del trasporto, mantenimento e conservazione delle testate nucleari. Se i timori si riveleranno fondati, vorrà dire che Putin sta pensando di utilizzare la tanto temuta bomba atomica tattica o perlomeno utilizzarla come deterrente al confine.

  1. Cos’è l’atomica tattica
  2. Quante atomiche tattiche possiedono i russi e quante i paesi Nato
  3. Utilizzo dell’atomica tattica in Ucraina

Le dichiarazioni di Putin. I sospetti sui test dei sommergili Belgorod e ai confini con l’Ucraina. Le reazioni della Nato. Cosa sappiamo sull’escalation delle minacce atomiche

Cos’è l’atomica tattica 

Secondo il Nuclear Matters Handbook del dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, “le armi nucleari non-strategiche o tattiche sono quelle armi nucleari pensate per essere utilizzate su un campo di battaglia. Differiscono da quelle definite ‘strategiche’ che sono invece designate per essere usate contro città nemiche, fabbriche e altri target in vaste aree per ostacolare la capacità del nemico di condurre la guerra”. 

Nonostante non ci sia accordo tra gli esperti, le armi nucleari tattiche sono generalmente considerate vere testate dalla potenza inferiore (variabili da frazioni di 1 chilotone a circa 50 chiloton) rispetto a quelle strategiche che possono avere una carica di oltre un megatone. La definizione non è corretta perché in realtà ci possono essere armi tattiche dalla potenza maggiore e armi strategiche dalla potenza minore, in base al tipo di obiettivo e all’arma sulla quale è montata la testata. Senza contare che gli effetti comunque prodotti possono avere conseguenze devastanti, se si pensa che la bomba sganciata su Hiroshima aveva una potenza di “soli” 15 chilotoni. 

Il loro utilizzo è pensato per sbaragliare intere armate quando il numero di mezzi e uomini del nemico è soverchiante, ma anche quando la guerra portata con armi convenzionali non sembra portare a risultati soddisfacenti. Rispetto all’arma nucleare strategica che è progettata per voli intercontinentali, quella tattica è pensata per essere esplosa a distanze più brevi, inferiori ai 500km. Può essere lanciata da navi, aerei ma anche mezzi terrestri, come ad esempio il lanciamissili Iskander-M già impiegato in Ucraina, che è predisposto per lanciare due missili contemporaneamente a una distanza massima di circa 350 chilometri.  

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensy con in mano la domanda di adesione alla Nato, il primo ministro ucraino Denys Smyhal a destra e il presidente del parlamento ucraino Ruslan Stefanchuk

Kyiv ha presentato la domanda di adesione all’Alleanza atlantica con una procedura accelerata, nella speranza che venga approvata prima del voto della parlamento russo sull’annessione dei territori occupati

Quante atomiche tattiche possiedono i russi e quante i paesi Nato

Rispetto alla Guerra Fredda, Stati Uniti e Russia hanno ridotto il loro arsenale nucleare portandolo da circa 19.000 e 35.000 a circa 3.700 e 4.480 a gennaio 2022, anche se le stime sono approssimative. Specialmente sulle armi atomiche tattiche russe non si hanno molte sicurezze, visto che la Russia non ha mai comunicato il numero e si è sempre opposta a una loro radicale riduzione, dato che il nucleare tattico le consente di ridurre il gap con la potenza militare convenzionale americana. La maggior parte degli esperti comunque concorda che la Russia dovrebbe avere ancora almeno 2.000 armi nucleari tattiche, un numero che sebbene molto inferiore rispetto ai tempi della Guerra fredda le consente comunque un ampio vantaggio su tutto il resto della Nato

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