giovedì, Giugno 20, 2024

Alla fine della fiera, The Bear è una serie sullo stile maschile

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Sì, certo, è ovvio: tecnicamente, The Bear è una serie su uno chef e sull’esperienza a volte traumatizzante del lavoro in cucina. Ma la maggior parte degli spettatori è giunta alla stessa conclusione dopo aver terminato gli otto episodi della prima stagione: il protagonista Carmine ‘Carmy’ Berzatto, interpretato da Jeremy Allen White, è estremamente figo. È la “serie più sexy dell’estate”. “Carmy è sexy da morire”. Allen White è il “nuovo fidanzato di Internet”. La causa di tutto questo sex appeal è da ricercare nei capelli sempre spettinati di Carmy, nei suoi numerosi tatuaggi e, mi permetto di dire, nel suo stile impeccabile. Una piccola ricerca su questo fronte ha confermato il mio sospetto: The Bear, pur sembrando un food show, è in realtà l’ultimo grande show sulla moda maschile.

L’episodio pilota è incentrato sul profondo interesse di Carmy per i vestiti. Dopo essersi ritrovato a corto di carne e a corto di soldi prima dell’apertura del ristorante, scava nella sua collezione di jeans. Si precipita nel suo appartamento e inizia ad aprire gli armadi e i pensili della cucina, rivelando un nascondiglio di giacche e jeans vintage. Ne ha talmente tanti che deve tenerne una parte nel forno. Poi, si ritrova a discutere con il suo uomo della carne a proposito del denim cimosato Big E, una linea di jeans Levi’s, prodotta in America per pochissimo tempo e ricercatissima dai collezionisti. Improvvisamente, ci viene data una lezione di storia dell’abbigliamento maschile: i jeans non hanno rivetti perché l’uso del rame era limitato durante la Seconda Guerra Mondiale. Solo l’inclusione nell’accordo di una giacca da camionista Levi’s Type III del 1955, con le pinces, chiude l’affare e fa ottenere a Carmy il manzo di cui ha bisogno. Chiama la sorella e le chiede di portare la giacca e, come solo un vero maniaco dell’abbigliamento maschile può fare,  guardandola le chiede: “Non l’hai messa in una borsa?”.

Queste semplici scelte dipingono l’immagine di una persona ossessionata dall’abbigliamento. Anche le magliette bianche di Carmy sono scelte meticolosamente. Le sue, a quanto pare, provengono da Merz b. Schwanen, un piccolo marchio tedesco, oltre che da Whitesville e dalla collaborazione di Hanes con Supreme. Indossare le T-shirt di Merz b. Schwanen è il tipo di scelta che si fa dopo aver passato in rassegna decine di altre T-shirt bianche alla ricerca di quella perfetta. Il marchio, fondato originariamente nel 1911, è stato riportato in vita nel 2011 dopo che i suoi nuovi fondatori hanno scoperto la vecchia fabbrica del marchio in Germania, inattiva, con i mnacchinari originali. Se potessimo ascoltare la voce interiore di Carmy, sospetto che potrebbe assomigliare molto a Pattern Recognition di William Gibson, che parla di un “cool hunter” ossessionato dalla moda. Nel frattempo, Supreme x Hanes sembra un po’ una presa in giro che solo qualcuno in grado di interpretare i geroglifici dell’abbigliamento maschile potrebbe fare. Se Carmy è il prototipo di “uomo terribile ma ridicolmente sexy che ogni grande città ha da offrire”, come scrive Mel Magazine, è ovvio che debba indossare qualcosa di Supreme, il marchio ufficiale dei fuckboy di tutto il mondo.

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