venerdì, Giugno 14, 2024

Leonardo Fioravanti: «Il brutto risultato di Tokyo non è stato che uno sprone». E trionfa alla Challenge Series

Must Read

Questo articolo è stato pubblicato da questo sito

image

**C’è chi quando una gara va male si scoraggia, per te sembra essere il contrario…**Assolutamente: più perdo e più voglio gareggiare, è una sfida continua con me stesso. Ne discutevo ieri con un amico: non so se quello che farò da qui ai prossimi 10 anni sarà abbastanza oppure no per me. 

In che senso?
Adesso sono tra i primi 50 surfisti al mondo, ma per me non è sufficiente, io voglio essere tra i primi 5. L’ho sempre saputo, fin da quando ero bambino.

Ti definiresti il tipo di persona che se vuole qualcosa fa di tutto per ottenerla?
Se sono arrivato qui è merito di questa determinazione, certo, ma anche perché mia madre ha capito subito quanta passione mi animasse: i miei mi hanno messo nelle condizioni di poter diventare un surfista professionista fin da bambino. Se vedi che tuo figlio si sveglia e guarda video di surf prima di andare a scuola e continua a fare solo quello quando ritorna a casa, finisce che lo vai a prendere in classe quando ci sono le mareggiate. Senza di lei e senza le persone che ho incontrato nel mio percorso non sarebbe mai stato possibile raggiungere tutto questo: da una parte i miei genitori, dall’altra gli sponsor che ho avuto fin da subito, Quicksilver e Red Bull, che mi hanno portato ad allenarmi in Australia, alle Hawaii e in ovunque in giro per il mondo quando ero ancora un ragazzino. 

Quanto contano gli sponsor in questo mondo? 
Se stai nel circuito mondiale diciamo che guadagni abbastanza, anche perché vuol dire che sei tra i 36 surfisti più forti al mondo, ma senza gli sponsor difficilmente riuscirei a fare questa vita. Anche il premio della gara che ho disputato adesso, la Challenger Series, non è così alto. Alcuni di noi poi sono più “spendibili” di altri, ci sono atleti molto più alti di me nel ranking che quasi non hanno sponsor, credo dipenda anche dall’immagine che mi sono costruito nel tempo. 

Adesso nel tuo carnet è entrato anche Sebago…
E ne sono felicissimo, anche perché, al di là del mio noto amore per la moda, con questo brand condivido anche tutta una serie di valori legati alla passione per il mare e alla vita a contatto con questo elemento magnifico, che per me significa tutto. Sarà un segno del destino, ma una delle session migliori della mia vita è stata proprio qui a Ericeira nei giorni in cui avevamo organizzato il primo shooting con loro. In totale saranno cinque o sei i momenti memorabili della mia vita in acqua: quello è uno.

- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img
Latest News

Taxi, in Italia sono 28.604. Ma gli Ncc sono il quadruplo

Si chiama registro informatico pubblico nazionale delle imprese titolari di licenza per il servizio taxi e noleggio con conducente...
- Advertisement -spot_img

More Articles Like This

- Advertisement -spot_img