venerdì, Giugno 21, 2024

Secondo Alan Moore Batman e gli altri supereroi possono portare al fascismo

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Alan Moore è uno dei più grandi autori e fumettisti degli ultimi decenni, una mente geniale e controversa che ha partorito capolavori come Watchmen, V per Vendetta e La Lega degli Uomini straordinari. Proprio una creatività senza confini e senza paletti come la sua spesso si lascia andare a dichiarazioni forti, che sicuramente fanno discutere. L’ultima, la più recente, l’ha consegnata in un’intervista al quotidiano britannico Guardian, in cui ha sostanzialmente collegato la smodata passione per i supereroi all’avvento del fascismo e all’elezione di leader populisti come Donald Trump: “Lo dissi già attorno al 2011, pensavo che milioni di adulti che si mettevano in fila per vedere i film di Batman avessero implicazioni seriamente preoccupanti”, ha dichiarato al giornale: “Perché quella specie di infantilizzazione – la spinta verso tempi e realtà più semplici – può essere spesso un precursore del fascismo”.

Non è un caso, secondo l’autore, che l’avvento di Trump nel 2016 abbia coinciso con l’exploit dei cinecomics in testa ai botteghini di tutto il mondo: “Centinaia di migliaia di adulti fanno la fila per vedere personaggi e situazioni create per intrattenere i ragazzini dodicenni – sempre ragazzini maschi – di cinquant’anni fa”, sostiene lui: “Penso che ci sia stato un fraintendimento di ciò che è successo negli anni Ottanta – di cui mi assumo anche io una dose di colpa, anche se non intenzionale – quando sono iniziate a uscire cose come Watchmen. Un sacco di giornali titolavano ‘I fumetti sono diventati adulti’“. Moore rifiuta questa pretesa maggiore maturità dei fumetti: “Ci sono pochi titoli che sono diventati più adulti di quanto si fossi abituati. Ma la maggior parte son rimasti gli stessi, anzi i fumetti si sono livellati con l’età emotiva del pubblico che li incontrava”.

Anche se Moore sottovaluta che molti dei film supereroistici vengono sostanzialmente riscritti prima di arrivare sul grande schermo, la sua è una presa di posizione molto critica contro il sistema del fumetto in generale, soprattutto oggi che dichiara di aver smesso definitivamente con questa modalità espressiva e ha appena pubblicato una raccolta di racconti: “Amerò e adorerò per sempre il fumetto ma l’industria del fumetto e ciò che le è legato sono diventati semplicemente insopportabili”. Un barlume di speranze c’è, però, dato che lo stesso Alan Moore ha visto con stupore e partecipazione come, nell’ultimo decennio, molti movimenti di protesta anti-sistema abbiano adottato la sua maschera di V per Vendetta come simbolo ufficiale: “Non posso appoggiare tutto ciò che chi ha preso come singolo la maschera farà in futuro ovviamente. Ma sono rincuorato che sia stata adottata da movimenti di protesta così vasti nel mondo. Perché abbiamo bisogno di protestare oggi, probabilmente più che mai”.

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