venerdì, Giugno 14, 2024

Pfizer, come nasce l'innovazione

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Ci sono alcuni progetti innovativi di particolare interesse previsti per il futuro del Center for Digital Innovation di cui vuole raccontarci?

“Sinceramente sono fiero di tutti i progetti, che riguardano il supporto alla diagnosi, al trattamento, all’aderenza e allo sviluppo di nuovi farmaci. In due anni siamo già parte di più di 200 collaborazioni internazionali che riguardano questi ambiti. Uno dei progetti di cui sono particolarmente orgoglioso è quello che riguarda il supercomputing e il quantum computing, fondamentali perché ci consentono di semplificare e velocizzare la ricerca di nuovi farmaci e trattamenti attraverso la creazione di virtual lab che ci consentono di capire come – e se – nuove molecole possono o meno impattare la salute dei pazienti. Una filosofia che guida la nostra azienda è inoltre quella dell’open innovation: i colleghi del Cdi lavorano in collaborazione con università, centri di ricerca, start-up e incubators per fare ricerca e innovazione insieme, aumentare le nostre possibilità e dare continuamente nuove energie alla ricerca. Noi abbiamo sempre la prospettiva della grande azienda, mentre le prospettive esterne possono dare un valore aggiunto alla nostra ricerca e al processo di innovazione.”

È prevista una collaborazione internazionale tra questo centro e altri centri che lavorano in ambiti attinenti?

“Per ora le collaborazioni sono soprattutto locali. Il centro è nato appena due anni fa, durante la pandemia, e il processo di assunzione di oltre 420 persone è stato rapido e di successo. Nell’ultimo anno abbiamo lavorato molto sull’open innovation, soprattutto con centri di ricerca e università locali, come l’università Aristoteles di Salonicco, l’università Patras e il Center for Research and Technology Hellas (Certh). Il carattere di collaborazione internazionale è comunque assicurato dalla collaborazione con i centri Pfizer di tutto il globo.”

Come mai Pfizer ha scelto proprio la Grecia e in particolare Salonicco per la costruzione del Cdi?

“Abbiamo analizzato diversi paesi europei e le possibilità che ci offrivano. Abbiamo scelto Salonicco prima di tutto per i talenti: qui infatti c’è l’università di Aristotele, la più grande del sud-est europeo, e anche l’università di Macedonia, ma anche un ambiente ricco di energie imprenditoriali fatto di start-up, incubator e centri di ricerca dedicati al digitale. Questo ambiente è legato soprattutto alle politiche del governo greco, il quale sta spingendo molto sul digitale e l’innovazione, con strategie mirate ed enti governativi dedicati proprio a questo. I risultati si vedono, e non a caso non siamo gli unici ad aver scelto di insediarci in quest’area, che ora è ricca di competitor e aziende che si occupano del settore digitale. Infine, c’è anche una questione molto pratica: Salonicco è una città in una posizione strategica in Europa e nel mondo, perché si trova in un fusorario che consente di lavorare in orari utili per comunicare sia con l’occidente che con l’oriente.”

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