lunedì, Giugno 24, 2024

Governo, guida alla formazione

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Dopo l’elezione dei presidenti i parlamentari dovranno dichiarare necessariamente a quale gruppo vogliono iscriversi, con un termine di pochi giorni dalla prima seduta. Solo a quel punto, i presidenti eletti potranno convocare una seconda riunione per l’elezione dell’ufficio di presidenza, che rappresenta i gruppi parlamentari.

Le nomine: 

  1. Presidente del Senato è Ignazio la Russa
  2. Lorenzo Fontana è stato eletto presidente della Camera
  3. Le dichiarazioni più inquietanti di Ignazio la Russa e Lorenzo Fontana
  4. Perché è sbagliato parlare ancora di vitalizi
  5. Quello che non funziona nel nuovo parlamento

Le consultazioni del presidente della Repubblica

Le consultazioni, che sono una procedura informale e non normata in Costituzione, servono per saggiare l’esistenza di una effettiva maggioranza pronta a sostenere il nuovo esecutivo. Una volta terminata l’elezione dei presidenti delle camere e la nomina dei capigruppo, il capo dello Stato chiama al Quirinale proprio i due presidenti e i capigruppo, spesso accompagnati dai leader di partito, per discutere della formazione del nuovo governo.

Nel corso delle consultazioni, i rappresentanti indicheranno al capo dello Stato chi, secondo loro, dovrebbe ricevere l’incarico di formare il prossimo governo. Il presidente della Repubblica non ha alcun obbligo di dare l’incarico a un leader di partito, né a figure pre-indicate dai partiti.

La durata delle consultazioni dipende sia dal numero di gruppi parlamentari che devono essere ricevuti, sia dalla facilità nel trovare una persona in grado di essere sostenuta da una maggioranza di parlamentari.

Per approfondire:

  1. Come funzionano le consultazioni

L’incarico e i ministri

Terminate le consultazioni, si passa al conferimento dell’incarico a costituire il governo. I tempi dipendono dall’esistenza di una maggioranza sufficiente a dare una solida fiducia all’esecutivo. Nel caso attuale, i partiti di destra hanno la maggioranza assoluta in entrambe le camere e, a parte dispute sui ministeri, non dovrebbero esserci particolari problemi. 

Una volta formata la lista dei ministri si passa alle nomine ufficiali, da parte del presidente della Repubblica, del presidente del Consiglio e dei ministri, che giurano fedeltà alla Costituzione italiana. A seguito del giuramento avviene la cerimonia della campanella, che inaugura l’insediamento del nuovo esecutivo con il passaggio di poteri dal governo uscente. A questo punto l’esecutivo potrà presentarsi alle Camere per ottenere la fiducia. 

Dopo il giuramento, il nuovo primo ministro deve presentarsi a palazzo Chigi, sede del governo, dove verrà accolto dal presidente del Consiglio uscente per la consegna della campanella, il cui trillo darà inizio alla prima riunione del nuovo esecutivo.

Per approfondire:

  1. Il cerimoniale del nuovo governo
  2. Il toto-ministri

Il voto di fiducia

Dopo il giuramento e il passaggio di poteri, il nuovo governo deve presentarsi in Parlamento, entro dieci giorni dal decreto di nomina, per ottenere la fiducia di entrambe le camere.

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