venerdì, Dicembre 9, 2022

Sovranità alimentare, made in Italy, merito e natalità: cosa ci dicono i nomi dei ministeri del governo Meloni

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E quella linguistica?

Altri, invece, commentando la nuova denominazione dell’ex ministero dello Sviluppo economico hanno sottolineato come per rimarcare la sovranità del prodotto italiano, sia venuta meno la sovranità linguistica scegliendo di mantenere la dicitura “made in Italy”. E come dargli torto, ministero del Fatto in Italia, in effetti, non si può proprio sentire. Le voci dei corridoi dei palazzi della politica romana sostenevano addirittura che sul tavolo ci fosse la possibilità di creare un ministero esclusivamente dedicato al made in Italy che, tra l’altro, è un pallino da vari anni della destra. Alle elezioni Fratelli d’Italia si è presentato con un programma che prevedeva l’istituzione del liceo del made in Italy.

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Merito e natalità

Detta così sembra un po’ lo slogan “coerenza e mentalità” degli ultras di provincia. In realtà sono due parole chiavi di un cambio di linguaggio che, secondo molti, rimanda a certe nostalgie. Meloni subito dopo il voto e in campagna elettorale ha cercato di allontanare il più possibile i rimandi al fascismo ma questi termini se non lo evocano, possono ricordarlo. A questo, inoltre, si aggiunge il fatto che il ministero della Natalità e della famiglia sia stato accorpato a quello per le Pari opportunità: una scelta che fatto storcere il naso a qualcuno sul web, ritenendo i due concetti difficilmente accostabili. “Ministero delle pari opportunità insieme a famiglia e natalità: siamo a Roma o a Varsavia? È il governo della destra retrograda, autarchica e un po’ grottesca”, ha scritto Laura Boldrini su Twitter. 

Discorso simile vale per la scelta del termine “merito” abbinato all’istruzione, che ha spaccato l’opinione pubblica: se alcuni vedono in questa decisione la volontà di premiare i migliori, per altri si tratterebbe – soprattutto facendo riferimento alla scuola e all’istruzione – di un termine che seleziona e non include. Ora, però, dalle parole si passerà ai fatti. Vedremo come si tradurranno in cambi di registro nelle scelte politiche del nuovo governo.

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