lunedì, Novembre 28, 2022

Egitto, sponsorizzato un evento sul petrolio con le mailing list della conferenza sul clima

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I partner della conferenza, tra cui molti nomi noti dell’oil and gas globale (foto: Antonio Piemontese)

Come diverse inchieste hanno svelato, l’applicazione ufficiale di Cop27 era disegnata per raccogliere dati dai telefonini degli utilizzatori. Per utilizzarla, era necessario fornire il consenso all’accesso a microfono, fotocamera, contatti e Gps. Secondo diversi esperti di sicurezza informatica sentiti da Politico, non sarebbe possibile eliminare l’applicazione dal cellulare nemmeno cancellandola. Dal momento che il software è stato messo a punto dal ministero delle Comunicazioni e della tecnologia informatica egiziano, il timore è che la backdoor lasciata aperta conduca direttamente all’esecutivo del Cairo. E su quelle liste ci sono nomi di attivisti, giornalisti, politici. 

Come Wired ha potuto appurare, molte delegazioni hanno scaricato l’app e l’hanno portata nelle stanze delle negoziazioni, anche bilaterali e riservate. Francia, Germania, Brasile, Indonesia, Italia:  sono centinaia, più probabilmente migliaia, i delegati che hanno trascorso settimane con una potenziale microspia installata nel telefonino. Anche in patria, dato che il software era disponibile prima del 6 novembre, data di inizio dei lavori. 

Negoziatori esausti incrociati all’aeroporto hanno raccontato a questo giornale, sotto garanzia dell’anonimato, che le forze di sicurezza egiziane, durante i controlli aeroportuali prima del volo di ritorno, hanno chiesto di riconsegnare le sim card egiziane distribuite gratuitamente assieme al kit di benvenuto a Cop27 e utilizzate durante la conferenza. Per ritirarlo, era necessario identificarsi col badge delle Nazioni Unite: ogni scheda sim èquindi legata a un nome e a un cognome precisi. Le fonti con cui Wired ha parlato si sono rifiutate di consegnare le tessere, che avrebbero potenzialmente concesso al governo di risalire retroattivamente alla lista delle chiamate e a molte altre informazioni. 

L'ingresso di Cop27 a Sharm El Sheikh

L’app ufficiale della conferenza sul clima mette a rischio la sicurezza informatica di chi la usa. Attivisti, delegati e giornalisti si sentono spiati. E il regime egiziano non nasconde i suoi metodi autoritari. Un’atmosfera oppressiva mina la buona riuscita dei negoziati

Schedatura di massa per gli attivisti

Philip Luther, direttore per l’Africa e il Medio Oriente  di Amnesty International, era stato chiaro con Wired: “Il pericolo per gli attivisti egiziani comincia quando le luci della Cop si saranno spente“. Per i padiglioni si aggiravano meste figure armate di telefonino, che riprendevano i partecipanti alle conferenze dalle fattezze egiziane per schedarli. 

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