lunedì, Novembre 28, 2022

Strange World: la Disney torna a regalare sogni ad occhi aperti

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In questo viaggio magico, titanico, si muove questa famiglia di esploratori sui generis, afflitta da problematiche legate alla paternità non indifferenti. Sì perché è proprio questo il tema che connette Jaeger, Searcher e Ethan, infatti tutto ruota attorno alla volontà smantellare l’ideale di maschio alpha, quello vincente, solitario, assolutista, egoista e innamorato della propria stessa persona.

La tendenza a far esibire sempre di più i personaggi in coreografie sembra studiata per i social media e gli adattamenti teatrali: come dimostra Encanto, l’ultimo film Disney. Tutto questo però va a scapito della qualità 

Allo stesso tempo, Strange World cerca in tutti i modi di ricordare come i migliori genitori siano quelli che si ricordano cosa voleva dire essere giovani, quali errori i loro papà e mamma commettevano in modo da non ripeterli. 

Ad onor del vero però, non è che la sceneggiatura alla fin fine mostri nulla di nuovo in questa dinamica, il che poi ci porta al principale difetto di questo film: la scarsa caratterizzazione dei personaggi. Nessuno di loro è qualcosa di diverso da ciò che abbiamo già visto in passato, seguono dei prototipi in fondo prevedibili e anche dal punto di vista visivo non è che sprizzino novità né una grande capacità di evolversi, se non tramite modalità abbastanza prevedibili e desuete. Perché nel film di Hall ciò che conta è la dimensione macro, la storia, non chi la abita e la vive, che sovente appare quasi essere un semplice passeggero, una sorta di naufrago senza volontà.  Alla lunga poi l’insieme risulta anche essere abbastanza paternalistico e moralista, con la volontà della Disney di inserire in modo superficiale e forzato tematiche inclusive. 

La civiltà che ci viene offerta è lussureggiante,sembra sbucata dal sogno di qualche attivista della Silicon Valley che ha visitato la Danimarca o l’Olanda per un paio di settimane senza impararne una sola parola, è abitata da una popolazione interamente vegetariana, benestante e tollerante. I Clade hanno un cane domestico con tre zampe tra i più insopportabili e inutili che si siano mai visti al cinema, ma soprattutto Ethan ci viene presentato come gay, pacifista, non violento, innamorato di un coetaneo che pare sbucato da un opuscolo di H&M. Tuttavia di questa relazione non è che si sviluppi alcunché all’interno del film, se non attraverso i racconti di Ethan, e l’insieme appare tanto pretestuoso quanto davvero inutile ai fini della trama

Una metafora ambientalista di grande attualità

Tutto questo non fa che confermare come in realtà alla Disney interessino semplicemente questi piccoli innesti, manca totalmente una narrazione Lgbtq+ di spessore, al netto di un’alta presenza quantitativa non vi è qualità e approfondimento, vuoi per necessità commerciali in paesi poco tolleranti ma importanti economicamente, voi anche perché così è più comodo, più facile e meno faticoso. Qui a maggior ragione, perché la tematica vera ed ultima di questo film è il rapporto tra uomo e ambiente. Strange World ci parla di una civiltà che dipende totalmente da una risorsa naturale di cui però ignora origine, natura ed effetti collaterali, ma grazie alla quale ha conosciuto profondi miglioramenti tecnologici e una maggior qualità della vita.

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