lunedì, Novembre 28, 2022

Twitter, Elon Musk ha fatto fuori anche il team per l'accessibilità

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Oltre a sviluppare strumenti, il team per l’accessibilità ha condotto progetti di ricerca finalizzati al miglioramento di Twitter per gli utenti neurodivergenti, e, più in generale, ha cercato di trasformare l’azienda in un posto in cui ogni dipendente pensasse al tema dell’accessibilità in modo serio.

Oltre al team guidato da Hayward, focalizzato sui prodotti, l’azienda ha istituito anche il Centro di eccellenza per l’accessibilità, un team distinto che promuove l’inclusività all’interno di Twitter. Albert Kim, un designer che si occupa di progettazione inclusiva, è intervenuto questa settimana a un workshop digitale organizzato dalla divisione di Twitter, il primo dei tre previsti per aiutare i dipendenti in diversi mercati a riflettere sull’inclusione della neurodiversità. “Ora è stato cancellato”, racconta Kim, che che presume che il gruppo di lavoro di Twitter non esista più. Dall’inizio dei licenziamenti non sono più arrivate notizie sul team. “Sono stati molto bravi – racconta Scott Blanks, vicepresidente dell’associazione no-profit Lighthouse for the Blind, che si occupa di persone non vedenti –. E ora non ci sono più“.

Nonostante l’inizio tardivo, negli ultimi due anni Twitter si era affermato come uno dei social network più attenti all’inclusività. “Twitter stava dando l’esempio“, dice Neil Milliken, responsabile globale dell’accessibilità di Atos.

Ora però l’azienda sta dando un esempio molto diverso. Dal momento che non ci sono prove che l’azienda abbia trasferito le mansioni relative all’accessibilità ad altri team, è possibile che al momento non ci sia nessuno a garantire che la piattaforma sia conforme alle leggi sulle disabilità, come l’Americans with disabilities act (Ada) degli Stati Uniti. “Il mancato monitoraggio o la mancata verifica dell’accessibilità dei nuovi programmi e servizi significa che Twitter rischi di violare l’Ada“, ha dichiarato via email a Wired US Howard A. Rosenblum, amministratore delegato della National Association of the Deaf. Il passo indietro è in contrasto con quanto fatto da altre grandi aziende tecnologiche come Microsoft, Apple e Google, che hanno mantenuto i propri team dedicati all’accessibilità.

Reazioni e conseguenze

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Per le persone che lavorano nel settore dell’accessibilità, la scomparsa di questo team rappresenta una notizia triste e bizzarra. Per Milliken è un “spreco“, mentre Vogler parla di “farsa”. Per Stacy Marie Branham, professoressa della University of California Irvine che studia l’accessibilità, si tratta di una “discriminazione e di una follia“.

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