mercoledì, Febbraio 8, 2023

Juventus, cosa sono le plusvalenze nel mondo del calcio?

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Il caos che si è abbattuto in queste ultime ore sulla Juventus ha portato alle dimissioni del presidente del club bianconero Andrea Agnelli e dell’intero consiglio d’amministrazione, in cui figurano tra gli altri Pavel Nedved e Maurizio Arrivabene. La causa di questo terremoto societario è dovuta a una larga inchiesta della procura di Torino sui conti della società bianconera che potrebbe provocare una serie di conseguenze per i protagonisti e per la squadra sia da un punto di vista penale, sia da quello sportivo. L’indagine che gli inquirenti hanno ribattezzato “Prisma”  ha riportato al centro dell’attenzione il tema delle plusvalenze nel calcio. Una parola forse poco conosciuta ai non addetti ai lavori, ma il cui significato è meno complesso di quello che sembra. Ma cosa sono le plusvalenze? E quando diventano un problema? 

  1. Quando si verifica una plusvalenza
  2. Quando le plusvalenze hanno iniziato a degenerare
  3. Cosa è successo finora?

Di cosa è accusata e cosa rischia ora la società bianconera dopo le dimissioni del presidente Andrea Agnelli e del consiglio d’amministrazione del club

Quando si verifica una plusvalenza

Partiamo subito da un dato di fatto: la plusvalenza non rappresenta di per sé un illecito. Altro non sono, infatti, che quello che un club incassa dalla cessione di un calciatore al momento di un trasferimento. Per il nostro campionato le plusvalenze sono molto importanti perché rappresentano una delle fonti di guadagno principali per le squadre di Serie A. Soprattutto per i club che non sono in possesso di strutture di proprietà come uno stadio, i calciatori rappresentano il bene più prezioso. 

Come funziona il meccanismo? Al momento dell’acquisto di un calciatore, il valore concordato con la squadra con cui si concretizza l’affare viene messo a bilancio e ridistribuito in un arco temporale che coincide con la durata del contratto che può variare solitamente da sei mesi a cinque anni. 

Con il procedimento contabile chiamato ammortamento, in sostanza, il costo d’acquisto per il cartellino di un atleta viene dunque spalmato nel bilancio per gli anni di durata dell’ingaggio. Più il calciatore è vicino alla scadenza del contratto, più il suo valore patrimoniale si avvicina allo zero. La plusvalenza si veriifica nel momento in cui una società vende un proprio tesserato a un prezzo maggiore rispetto a quello registrato in bilancio in quel momento, generando così un guadagno. Si tratta di qualcosa che accade anche abbastanza frequentemente. Per esempio se un club acquista un giovane per una cifra contenuta e lo rivende dopo due stagioni ad alto rendimento.

Lo sponsor del fan token di Socios sulla maglia della Juventus

L’annuncio è comparso su un forum di scambio di informazioni, ma non ci sono prove che confermino l’offerta dell’utente. La società afferma di non aver subìto data breach

Quando le plusvalenze hanno iniziato a degenerare

Negli ultimi anni, però, le plusvalenze hanno iniziato a degenerare dando origine al fenomeno delle plusvalenze false o gonfiate, diventando un escamotage per sanare i bilanci. I club, infatti, hanno iniziato a scambiarsi calciatori a prezzi ritenuti non idoneo al valore di mercato reale creando artificiosamente un sistema per apportare benefici di contabilità al proprio bilancio. 

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