mercoledì, Febbraio 8, 2023

Voucher, il ritorno della manovra Meloni

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Con la prima legge di bilancio del governo Meloni, tornano sulla scena del mercato del lavoro italiano i voucher, i buoni utilizzabili per pagare a base oraria le prestazioni occasionali. La manovra approvata dal Consiglio dei ministri lo scorso 21 novembre e sottoscritta otto giorni dopo dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha infatti reintrodotto con alcune novità questa possibilità nei settori dell’agricoltura, del comparto turistico e della cura della persona.

Varati per la prima volta dalla legge Biagi nel 2003, i voucher cartacei erano stati cancellati dal governo Gentiloni nel 2017. Nel corso della campagna elettorale della scorsa estate, il centrodestra aveva puntato forte sul loro ripristino, allo scopo di “facilitare prestazioni occasionali, contrastare il lavoro nero e tutelare i lavoratori“.

I nuovi voucher:

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Le differenze

La maggioranza ha dunque mantenuto fede alle promesse, pur prevedendo sostanziali differenze rispetto al passato. Una riguarda l’importo massimo delle prestazioni che i singoli utilizzatori potranno versare annualmente ai lavoratori occasionali attraverso i buoni, che raddoppia e sale quindi a 10mila euro. Resta inalterato il tetto di 5.000 euro incassabili da ciascun lavoratore, con un massimo di 2.500 a utilizzatore.

I voucher non torneranno nella loro versione cartacea. La legge di Bilancio del governo Meloni non modificherà infatti il sistema telematico Inps attraverso il quale sono attualmente gestiti e grazie al quale sono retribuiti i prestatori, sia per mezzo del contratto occasionale qualora lavorino per delle imprese, sia tramite il Libretto di famiglia qualora lavorino per privati.

Le categorie

La finanziaria amplia però il raggio delle imprese che potranno impiegare i buoni lavoro. Prima tale possibilità era prevista esclusivamente per le aziende con massimo cinque lavoratori subordinati a tempo indeterminato, otto nel caso delle aziende alberghiere e delle strutture ricettive che operano nel settore del turismo, ma solo per le attività lavorative rese da lavoratori pensionati, under 25, disoccupati e percettori di misure a sostegno del reddito. Adesso potranno avvalersi dei voucher le imprese con un numero massimo di dieci dipendenti stabili.

La manovra abolisce le limitazioni al ricorso al contratto di prestazione occasionale per le imprese del settore agricolo. I voucher potranno quindi essere impiegati anche per pagare tutti operai agricoli stagionali che non appartengono alle fasce finora individuate dalla legge, le stesse già citate precedentemente riguardo al settore del turismo. L’attività prestata dovrà però essere stagionale e non superiore a 45 giorni nel corso dell’anno solare. Inoltre, per ciascuna giornata “vanno corrisposti al lavoratore almeno tre buoni lavoro“.

I dati

Nel 2016 erano stati venduti in totale 134,1 milioni di voucher, che avevano raggiunto circa 1.760.000 lavoratori. La soppressione dei buoni lavoro cartaceo aveva però ampiamente ridimensionato il loro utilizzo. Nel 2021 sono stati venduti 8,3 milioni di tagliandi, che sono serviti per pagare 114.342 lavoratori.

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