domenica, Luglio 14, 2024

Città, in Europa ci abita sempre più gente (ed è un bene)

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Le città sono luoghi imprevedibili. Non solo per il trambusto delle strade, ma anche considerando la loro evoluzione nel corso del tempo. Prendiamo per esempio Lipsia: una volta era la quinta città della Germania, ma dopo la riunificazione tedesca nel 1990 è stata oggetto di una forte deurbanizzazione. I residenti hanno lasciato la città in massa, trasferendosi in nuovi insediamenti al di fuori dei confini urbani. Nel 2000, una casa su cinque all’interno della città era vuota. Poi però è cambiato tutto. Con l’avvento del nuovo millennio l’economia tedesca ha iniziato a riprendersi e i posti di lavoro sono tornati nel centro di Lipsia. Le proprietà un tempo vuote sono state demolite per far posto a nuovi insediamenti abitativi. Poiché i nuovi immigrati hanno scelto di abitare più vicino al cuore della città, la periferia di Lipsia ha ricominciato a contrarsi. Oggi è una delle città che cresce più rapidamente in Germania, con un aumento della popolazione di circa il 2 per cento l’anno.

Per quanto emblematica, la trasformazione di Lipsia è solo uno degli esempi di un rinascimento urbano in corso in tutto il continente. Dopo decenni in cui si è assistito a un lento spostamento verso l’esterno, con la creazione di nuove cinture suburbane per i pendolari, le città europee stanno tornando a essere più densamente popolate, un fenomeno che comporta potenzialmente vantaggi sia per l’ambiente che per il nostro benessere. Tra il 1970 e il 2010 la maggior parte delle città ha attraversato una fase che gli urbanisti definiscono di “de-densificazione. Man mano che le società diventavano più ricche e si affidavano sempre di più alle auto (e i cittadini raggiungevano la mezz’età), è aumentata l’attrattiva degli insediamenti abitativi a bassa densità alla periferia delle città, in grado di offrire case più grandi a chi voleva più spazio garantendo comunque una distanza contenuta da uffici e negozi. L’espansione della periferia è stata la tendenza predominante nella maggior parte delle città di tutto il mondo nella seconda metà del ventesimo secolo, spiega Chiara Cortinovis, ricercatrice che si occupa di pianificazione urbana presso l’Università Humboldt di Berlino.

Trend ribaltato

Quando ha tracciato l’evoluzione della densità di 331 città europee tra il 2006 e il 2018, Cortinovis ha effettivamente riscontrato un’espansione delle aree suburbane per la prima metà del periodo preso in esame. Il 60 per cento delle città oggetto della rilevazione ha perso densità tra il 2006 e il 2012. Nei sei anni successivi, tuttavia, questa dinamica si è improvvisamente ribaltata. Tra il 2012 e il 2018, solo un terzo delle città del campione ha subito una costante riduzione della densità. La quasi totalità di questi centri urbani si trova in Europa orientale o nella penisola iberica, dove la popolazione delle città si sta riducendo mentre la periferia continua a espandersi. Tuttavia, il quadro nella maggior parte dell’Europa centrale, settentrionale e occidentale mostra che le città stanno diventando più densamente popolate. Anche se la popolazione continua a crescere, la maggior parte delle persone non si trasferisce in villette suburbane, ma nei centri urbani.

I risultati netti emersi dalla ricerca hanno sorpreso Cortinovis. Se da una parte la popolazione era in costante aumento, l’impronta ecologica urbana delle città non stava aumentando in modo sensibile. Il fenomeno non interessa solo città che come Lipsia erano state oggetto di un esodo di residenti nei decenni precedenti. “Succede anche in città con un trend di crescita a lungo termine – osserva la ricercatrice –.  Significa che queste città hanno una discreta capacità di assorbire i nuovi arrivati“. Se le città stanno diventando più dense, i nuovi arrivati devono distribuirsi su terreni già sviluppati. Molto probabilmente ciò è dovuto alla combinazione di soluzioni abitative libere che tornano a riempirsi, a un maggior numero di persone che vivono in appartamenti condivisi e ai terreni già esistenti all’interno dei centri urbani che vengono adattati per ospitare abitazioni più affollate. E mentre le città erano coinvolte da un processo di densificazione, lo sviluppo dei terreni naturali o agricoli alla periferia delle città rallentava drasticamente.

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