mercoledì, Febbraio 8, 2023

Fumo e sigarette, il governo studia nuovi divieti

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Una nuova stretta contro il fumo e il consumo di tabacco è in arrivo in Italia. Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha annunciato la prossima istituzione di misure più severe contro le sigarette tradizionali e i nuovi prodotti a base di tabacco riscaldato e nicotina, durante un’audizione alla commissione Affari sociali della Camera.

In particolare, sarà esteso il divieto di fumo in luoghi all’aperto “in presenza di minori e donne in gravidanza” e eliminata “la possibilità di attrezzare sale fumatori in locali chiusi”. I divieti, si legge sul testo dell’audizione, saranno estesi anche “alle emissioni dei nuovi prodotti non da fumo” come sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato.

Inoltre, per ridurre l’influenza sui più giovani delle campagne di sponsorizzazione di questi prodotti, verranno vietate anche tutte le pubblicità relative “ai nuovi prodotti contenenti nicotina e ai device” per i prodotti a tabacco riscaldato. Le norme indicate potrebbero essere già implementate nelle prossime settimane, tramite un emendamento al decreto cosiddetto Milleproroghe sul Piano oncologico nazionale.

Le misure presentate dal ministro Schillaci si inseriscono infatti nel contesto del Piano europeo contro il cancro 2021. L’obiettivo è quello di rafforzare la lotta contro il fumo per creare una “generazione libera dal tabacco, nella quale meno del 5% della popolazione consumi tabacco entro il 2040, tenendo conto in particolare della diffusione, sempre maggiore, di nuovi prodotti per fumatori sul mercato e “delle crescenti evidenze sui loro possibili effetti nocivi sulla salute”.

Era il 16 gennaio del 2003 quando fu approvata: in due decenni c’è stata una trasformazione culturale e un effetto positivo in termini di salute pubblica, anche se resta molto da fare

Il fumo in Italia

Secondo i dati del ministero della Salute, nel 2022 quasi una persona su quattro in Italia è fumatrice, con un aumento di circa 800 mila persone in più rispetto al 2020. Incremento che dipende molto dalla diffusione delle sigarette a tabacco riscaldato, che vengono considerate dagli italiani e dalle italiane come meno dannose rispetto a quelle tradizionali, e delle sigarette elettroniche.

Ma nicotina e prodotti legati al tabacco sono tutt’altro che innocui e il fumo è ancora “la principale causa di morbilità e mortalità prevenibile in Italia”. Circa 93 mila morti all’anno in Italia sono infatti attribuibili al fumo, con costi diretti e indiretti apri a oltre 26 miliardi di euro. Inoltre, il fumo è responsabile del 20,6% dei decessi tra gli uomini e del 7,9% di quelli tra le donne.

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