mercoledì, Febbraio 8, 2023

Bidella pendolare, quello che non torna nel racconto dei giornali

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Ci sono però i vantaggi. La promozione CartaFreccia consente di ottenere un cashback, ovvero di uno sconto sul prezzo dei biglietti. Per ottenerla, bisogna accumulare dei punti: ne viene accreditato uno per ogni euro speso. Sono due le formule di cashback: una da 10 euro in cambio di 300 punti, l’altra da 20 euro a fronte di 600 punti. L’acquisto dell’abbonamento mensile garantirebbe così uno sconto compreso tra i 30 ed i 40 euro. Dei 1.165 euro di stipendio, quindi, alla bidella pendolare ne rimarrebbero in tasca una trentina.

I prezzi con Italo

Anche con Italo, con gli acquisti non si può andare oltre il 10 giugno. In questa data la soluzione più economica prevede un costo di 29,9 euro per tratta, per un totale di 59,8 euro. Come in precedenza, questo comporterebbe un costo settimanale di 358,8 euro, mensile di 1.435,2 euro, superiore di quasi 300 euro allo stipendio della bidella pendolare.

Italo non prevede un abbonamento, ma offre al massimo un carnet di 10 viaggi. Quello più economico per viaggiare tra Napoli e Milano costa 649 euro. Considerano che solo in una settimana la collaboratrice scolastica di viaggi deve farne 12, non si tratta di una soluzione conveniente per le sue esigenze. O almeno per come le hanno descritte i giornali.

Anche in questo caso, è prevista una promozione, che permette di ottenere un biglietto gratis ogni 800 punti ItaloPiù. Viaggiando con le tariffe più economiche, se ne accumulano 80 a tratta. Il che significa che la bidella avrebbe diritto ad un biglietto gratis la settimana. Togliendo i 29,9 euro della singola tratta ai 1.435,2 euro necessari per viaggiare tutto il mese, si arriverebbe a 1.405,3 euro. Una cifra superiore di 240,3 euro allo stipendio mensile della collaboratrice scolastica.

Il tema degli orari

Come detto, il tema del costo dei biglietti non è l’unico elemento che fa ritenere inverosimile la storia che ha riempito le pagine dei giornali. C’è anche una questione di orari. Sì, perché il viaggio in treno da Napoli a Milano e ritorno, per quanto su una linea dell’alta velocità, dura qualche ora. Il primo Frecciarossa di Trenitalia del mattino parte infatti da Napoli centrale alle 5:09 e raggiunge la stazione milanese di piazza Duca d’Aosta alle 9:24. Scegliendo invece Italo, il primo convoglio muove alle 5:14 per arrivare a destinazione alle 10:20. Ne esiste un altro, che parte alle 5:35 ed arriva alle 10:15. La donna ha dichiarato di prendere servizio alle 10:30, quindi, escluso il primo treno, gli altri sarebbero poco compatibili con lo spostamento dalla stazione al liceo.

In conclusione, né dal punto di vista dei costi, né da quello degli orari la storia raccontata dai giornali appare credibile. È invece vera per quella parte che riguarda il costo della vita a Milano. Esploso e proibitivo. Ma no, fare il pendolare da Napoli non è la soluzione: sono bastati pochi clic per scoprirlo. Un consiglio non richiesto? Conviene farli prima di pubblicare notizie che, numeri alla mano, non lo erano affatto.

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