sabato, Luglio 13, 2024

Google Sparrow: che cosa sappiamo del rivale di Chatgpt

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La release pubblica di ChatGPT è stata un fulmine a ciel sereno con un effetto deflagrante paragonabile, secondo alcuni analisti, all’introduzione del World Wide Web o dell’iPhone di Apple nel 2007. E siamo solo agli inizi. Dopo aver infiammato il web sugli usi e funzionalità del chatbot conversazionale, innescando un nuovo dibattito sulle conseguenze del ruolo dell’AI sul mondo del lavoro in un futuro prossimo, è indubbio che il software creato da OpenAI è ancora agli albori per margini di sviluppo e applicazioni, tra cui l’integrazione con i motori di ricerca.

Microsoft lo sa, avendo finanziato lo strumento di OpenAI a più riprese, con un investimento di 10 miliardi di dollari totali fino ad ora, su un valore totale del progetto pari a circa il triplo. Il nuovo investimento fornirà a OpenAI le risorse di capitale per continuare a migliorare ChatGPT e rafforzerà ulteriormente la posizione di Microsoft nello spazio dell’IA generativa, non solo per estendere i suoi prodotti software di core business, ma anche per aiutare il suo motore di ricerca Bing a competere finalmente con Google.

Proprio Google nei giorni scorsi ha fatto scattare l’allarme generale, con l’invito ai due fondatori Sergey Brin e Larry Page, a ritornare in prima linea per combattere il pericolo ormai concreto di ChatGpt. E la risposta di Big G si chiama Sparrow, il software di AI che sarà il diretto concorrente di ChatGpt. A rivelarlo al Time è stato Demis Hassabis, a capo di DeepMind, la società di AI che fa capo ad Alphabet, la casa madre di Google. In un’intervista a tutto campo ha rivelato che la società sta sviluppando una versione di prova del suo chatbot Sparrow che potrebbe essere rilasciato nella primavera del 2023. Hassabis afferma che questo software ha funzionalità che mancano a ChatGPT, inclusa la capacità di citare fonti attraverso l’apprendimento per rinforzo.

Sparrow non è una novità: il white paper pubblico che lo descrive risale a settembre 2020, ma all’epoca la notizia passò piuttosto in sordina, non essendoci tutta la curiosità sulle AI che c’è oggi. Va da se che l’enorme rumor intorno alla release di ChatGPT, che solo nella prima settimana di novembre ha totalizzato più di 1 milione di utenti, ha probabilmente accelerato il processo di sviluppo di Sparrow, che rappresenta solo una parte dei progetti di DeepMind, tra cui lphaFold, l’intelligenza artificiale che nel 2020 ha dimostrato di sapere determinare con estrema precisione il cosiddetto protein folding (ripiegamento delle proteine) e prevedendo con estrema precisione le strutture proteiche.

Il software di Natural language processing di Google avrà caratteristiche peculiari che lo differenzieranno dal suo diretto concorrente, ha precisato Hassabis, spingendosi ad affermare che sia migliore di ChatGPT perché, a parità di domande da parte dell’utente, riesce a produrre risposte più accurate. In primis perchè Sparrow può imparare dai suoi errori, tramite il cosiddetto apprendimento per rinforzo (reinforcement learning). Tramite questa tecnica, in pratica, il chatbot impara anche senza che l’umano gli dica esplicitamente che una risposta è giusta o sbagliata, perché saprà interpretare altri parametri come rinforzo positivo (o negativo).

Le differenze tra i due sistemi però, non si fermerebbe alla gestione degli errori. ChatGPT infatti, ha aggiornato il suo database a fine 2020 ma, di fatto, non è direttamente collegato con il web. Sparrow, forte anche della sua stretta connessione con Google, può contare su aggiornamenti molto più frequenti.Se, come e quando Sparrow sarà integrata in Google Search o in altri servizi di Big G, è ancora presto per dirlo. Di certo Google ha lanciato un messaggio chiaro ai suoi competitor: sull’AI si giocherà il futuro e Google non starà certo a guardare. 

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