venerdì, Luglio 19, 2024

Testamento biologico, in Italia quasi nessuno lo ha fatto

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A cinque anni dall’entrata in vigore della legge sul testamento biologico, solo lo 0,4% di italiane e italiani sa cosa sia e come funzioni. Una mancanza di cui lo Stato è direttamente responsabile, non avendo mai diffuso una campagna informativa istituzionale, nonostante sia prevista dalla stessa legge approvata nel 2017.

A denunciarlo è l’Associazione Luca Coscioni, che ha lanciato una campagna di divulgazione sul biotestamento. Ci sostituiamo ancora una volta allo Stato, coi mezzi a nostra disposizione, nel realizzare una campagna di informazione su uno strumento di libertà fondamentale, ma finora tenuto nascosto dal ministero della Salute e dai governi”, hanno dichiarato Filomena Gallo e Marco Cappato, segretaria e tesoriere dell’Associazione.

Una sostituzione che riguarda anche la raccolta e la pubblicazione dei dati sullo stato di salute della norma, cioè relativi a quanto sia conosciuta e utilizzata dalle persone. Informazioni che però non hanno alcuna controparte ufficiale, visto che il ministero della Salute non ha mai presentato alcuna relazione annuale al Parlamento sull’uso del testamento biologico.

Cos’è il testamento biologico?

Dopo essere stato fortemente osteggiato dai partiti di destra, con un tortuoso percorso legislativo durato anni e ostacolato da oltre 3 mila emendamenti, il biotestamento è diventato la norma giuridica che garantisce a ogni persona di indicare liberamente quali trattamenti sanitari è disposta a ricevere e a quali, invece, preferisce rinunciare. In questo modo, per esempio, è stata sancita la possibilità di chi si trova in coma di non incorrere nell’accanimento terapeutico e scegliere autonomamente e per tempo il proprio fine vita.

Per farlo, ogni persona maggiorenne in grado di intendere e volere può, in qualsiasi momento, esprimere le proprie Disposizioni anticipate di trattamento (Dat), indicando una persona di sua fiducia che si occuperà di farle rispettare qualora si divenga incapaci di comunicarle. Una volta indicate le Dat, stilando il proprio testamento biologico in forma scritta o video, questo va autenticato, attraverso un notaio, una struttura sanitaria o tramite il proprio comune di residenza.

Tuttavia, dal 31 gennaio 2018, quando è entrata in vigore la legge, a oggi, solo lo 0,4% degli italiani e delle italiane, cioè 185.500 persone, ha depositato le proprie Dat. Un dato reso disponibile solo grazie all’Associazione Coscioni, che ha richiesto a 6.500 Comuni le informazioni necessarie, in assenza delle relazioni parlamentari ufficiali.

La campagna informativa sul testamento biologico

Proprio partendo da questo dato, l’Associazione ha deciso di lanciare una campagna informativa a riguardo, aprendo un servizio di consulenza gratuita su quesiti legati al testamento biologico al numero bianco sui diritti alla fine della vita, dal 30 gennaio al 3 febbraio, raggiungibile allo 06 9931 3409. Inoltre, l’iniziativa sarà accompagnata da un video divulgativo narrato da Giobbe Covatta, dal titolo Il testamento biologico spiegato agli adulti.

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