venerdì, Marzo 1, 2024

Riparazione, l'Europa vuole prolungare il diritto fino a 10 anni

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Riduci, riusa, ricicla e ripara. Con la sua nuova direttiva per ridurre i rifiuti, l’Unione europea vuole introdurre il diritto alla riparazione per i consumatori, aggiungendo una quarta R alle regola aura della sostenibilità. La proposta mira a ridurre gli sprechi di materiali e l’inquinamento, impegnando le case produttrici a garantire la riparazione dei prodotti acquistati dai consumatori, in un periodo compreso tra i 5 e i 10 anni.

Tra obsolescenza programmata e costi di riparazione esorbitanti, sono anni che le aziende scoraggiano i consumatori dall’aggiustare i prodotti acquistati quando si rompono, spingendoli a comprarne di nuovi e a creare un’immensa massa di rifiuti. Un sistema definito non sostenibile e che non lascia libera scelta alle persone” dalla presidente della Commissione europea Vera Jourova.

Per questo l’Unione ha deciso di “incentivare i produttori a rendere possibile la riparazione, piuttosto che costringere noi consumatori a una corsa senza fine all’acquisto di nuovi prodotti di cui non abbiamo bisogno”. Cambiare questo modello di consumo farà risparmiare a tutti 176,5 miliardi di euro, 18,5 milioni di tonnellate di gas serra, 3 milioni di tonnellate di rifiuti e 1,8 milioni di tonnellate di risorse nei prossimi 15 anni.

In questo modo, buttare via meno prodotti e ridurre il consumismo non significa solo tutelare l’ambiente e i diritti dei consumatori, ma anche creare una minore dipendenza dai paesi produttori di materie prime, diventando quindi una scelta strategica anche per quanto riguarda la postura internazionale dell’Unione europea.

Cosa cambia per i consumatori

Se approvata, la norma sul diritto alla riparazione consentirà ai consumatori di poter fare aggiustare i propri beni oltre i 2 anni di garanzia legale previsti dalla legge, direttamente dalle case produttrici, in un periodo compreso tra i 5 e i 10 anni dall’acquisto. Le nuove regole si applicherebbero a frigoriferi, aspirapolvere, televisori, lavatrici e altri prodotti considerati come riparabili dalla legislazione europea ed è in corso una negoziazione per estenderle anche agli smartphone e ai tablet.

I consumatori dovranno inoltre ricevere informazioni chiare e accessibili sui loro prodotti e sui servizi di riparazione, che i produttori dovranno fornire a titolo gratuito o a costi contenuti, a meno che la sostituzione del prodotto non sia effettivamente meno costosa.

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