sabato, Giugno 22, 2024

Chi vota a destra è più egoista: lo spiega uno studio scientifico

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La generosità è di sinistra. Va da sé, quindi, che chi è di destra è più egoista. A metterlo nero su bianco, in quello che potrebbe suonare come la conferma di un pregiudizio, è un nuovo studio scientifico pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas), secondo cui appunto la tendenza ad essere altruisti in generale e nei confronti della comunità internazionale è più comune tra le persone che votano a sinistra, mentre chi ha ideologie di destra è più incline ad essere egoista, o meglio ad essere altruista solamente nei confronti del proprio Paese.

Le dinamiche dello studio

Per capire se la generosità sia associata all’orientamento politico e in che modo, i ricercatori della Scuola IMT Alti Studi Lucca, insieme ai colleghi dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e dell’Università di Milano Bicocca hanno svolto un’indagine che ha coinvolto oltre 46mila persone provenienti da 68 Paesi, tra aprile e maggio 2020. Il sondaggio, organizzato dall’International Collaboration on the Social and Moral Psychology of Covid-19 (progetto che ha lo scopo di esaminare i fattori psicologici alla base degli atteggiamenti legati alla pandemia), si è basato su domande per misurare sia l’ideologia politica sia la generosità. Ai partecipanti, infatti, è stato chiesto di identificare il proprio orientamento politico su una scala da 0 (molto a sinistra) a 10 (molto a destra). Mentre per l’altruismo, i ricercatori hanno esaminato le decisioni prese dai partecipanti davanti a una scelta: avendo a disposizione un po’ di denaro, quanto decidevano di tenere per sé e quanto, invece, decidevano di donare a un ente di beneficenza nazionale o internazionale che si occupava di proteggere le persone dalla Covid-19.

I risultati

Da qui, quindi, sono state prese in esame tre diverse tipologie di generosità: una orientata verso il paese d’origine (generosità nazionale), una orientata oltre i confini nazionali e verso la comunità internazionale (generosità internazionale) e, infine, la terza, la combinazione delle precedenti due, identificata come generosità in generale. “Analizzando le risposte, abbiamo scoperto che le persone di sinistra hanno maggiori probabilità di donare in generale e anche maggiori probabilità di essere generosi a livello internazionale”, ha spiegato Veronica Pizziol, prima autrice dello studio. “Più persone di destra sono invece più propense a donare a livello nazionale. Questi risultati sono molto coerenti e sono stati verificati per escludere altri fattori che potrebbero aver influenzato le risposte”. Per esempio, sottolinea l’esperta, dal momento che il sondaggio è stato realizzato durante la pandemia, le persone di destra avrebbero potuto mostrarsi meno generose nei confronti degli enti di beneficenza solo perché erano meno propense a credere che il coronavirus fosse una minaccia. “Ma questo non è stato il caso”, commenta Pizziol.

Non solo: i risultati mostrano che la tendenza ad essere generosi con le comunità nazionali e internazionali, sia di destra che di sinistra, è in qualche modo correlata alla qualità della governance, misurata da Worldwide Governance Indicators, programma di ricerca della Banca mondiale che prende in considerazione fattori come per esempio la stabilità e l’efficacia del governo, il controllo della corruzione, e la libertà di pensiero. In particolare, come racconta Pizziol, è emerso che nei paesi con una buona qualità di governance, le persone tendono ad aumentare l’interesse personale (l’egoismo) e a diminuire la generosità nazionale. Invece, per quanto riguarda la generosità internazionale, le persone che votano a destra e a sinistra adottano comportamenti opposti: chi è di destra tende a donare meno mentre chi è di sinistra tende a donare di più. Risultati, quindi, apparentemente controintuitivi dato che le persone di sinistra possono abbracciare valori universalistici o individualisti, entrambi valori che pongono poca enfasi ai confini locali. “D’altra parte, le persone di destra possono reagire negativamente ai valori universalisti, e quindi abbracciare solo i valori individualisti”, conclude Valerio Capraro, autore senior del paper. “E questo si riflette sul fatto che crescono solo nel loro individualismo”.

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