sabato, Marzo 2, 2024

Russia, perché sta sequestrando i beni di 2 aziende europee

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La Russia ha cominciato a sequestrare proprietà e beni delle aziende europee ancora presenti nel paese, dopo l’approvazione di un decreto che concede alle autorità di intraprendere ritorsioni contro le compagnie straniere, in risposta alle sanzioni occidentali. La finlandese Fortum e la tedesca Uniper, entrambe società statali nel settore energetico, sono state le prime a subire gli effetti del decreto.

La misura firmata martedì 25 aprile, dal leader russo Vladimir Putin, è la prima reazione di Mosca contro le nuove sanzioni al vaglio dei paesi del G7 e dell’Unione europea. Il gruppo delle principali economie mondiali sta infatti progettando di imporre un embargo quasi totale alle esportazioni verso la Russia, mentre i paesi europei stanno valutando di usare i beni russi già congelati per la ricostruzione dell’Ucraina e di vietare l’importazione di uranio russo.

Quali sono le aziende

Non è un caso quindi, che le prime aziende a subire il sequestro siano due giganti dell’energia, le cui attività in Russia valgono diversi miliardi. Uniper, società statale della Germania, gestisce cinque centrali elettriche nel paese, con una capacità di 11 gigawatt e circa 4.300 dipendenti. Mentre Fortum, compagnia statale della Finlandia, possiede sette centrali termiche e un vasto portafoglio di impianti eolici e solari, per un valore di circa 1,7 miliardi di euro.

Entrambe le società hanno tentato più volte di chiudere le proprie attività in Russia, dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, ma varie misure economiche messe in atto da Mosca hanno reso l’uscita dal paese sempre più difficile. Ora, come riporta Reuters, le due aziende sono finite di fatto sotto un ricatto economico, visto che la banca statale russa Vtb ha spiegato che beni e proprietà saranno restituiti solo quando verranno revocate le sanzioni europee.

Infatti, almeno per ora, il decreto non comporta un cambio di proprietà delle aziende, ma toglie ai proprietari ogni potere decisionale sul funzionamento e sulle attività delle compagnie sottoposte a sequestro. Questa situazione a pre scenari pericolosi anche per le altre centinaia di imprese ancora bloccate nella Federazione russa, che rischiano di non riuscire a vendere i loro beni e di vederli congelati.

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