mercoledì, Luglio 24, 2024

Dylan Dog: intervista alla nuova curatrice Barbara Baraldi “Voglio rimettere l'orrore al centro delle storie”

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“In realtà io credo, spero, che possa in qualche modo cambiare la prospettiva di chi pensa che l’orrore non possa essere donna. Quando nel 2007 ho iniziato a pubblicare thriller, tanti mi chiedevano, stupiti, ma perché scrivi scene così forti, sei una donna, non dovresti darti ai romanzi rosa? Questa sorpresa esiste ancora oggi. Uno dei miei miti è Carolina Invernizio, soprannominata l’Edgar Allan Poe italiana. Sciveva a fine ‘800 libri come La sepolta viva, Il bacio di una morta. Io la vedo un po’ come una zia, ha fatto una cosa importante per tutte noi che sognavamo di scrivere il genere. Quando qualcuno fa qualcosa per la prima volta, dopo è più facile seguire quella strada. Ecco, il fatto di essere la prima curatrice donna di Dylan Dog… spero possa essere, per le bambine di domani, una fonte d’ispirazione. Se più donne scrivono fumetti, disegnano fumetti, lavorano nel mondo dei fumetti, poi ci saranno bambine che li leggono e pensano: da grande voglio fare anche io l’autrice”.

Allora hai intenzione di reclutare nuove leve, portare a bordo nuove donne?

“Sì, sto già reclutando autori, sia uomini sia donne. Sto cercando le persone con la sensibilità giusta per raccontare le diverse sfumature dell’insolito e del perturbante.

E Tiziano Sclavi? Che ruolo ha oggi?

“Siamo spesso in contatto. Quando gli sceneggiatori mi mandano dei soggetti per le nuove storie, sempre più spesso Tiziano li legge, e mi dà la sua opinione, sempre molto forte. E a volte ha le sue proposte. Insomma, sta tornando a essere più coinvolto, il che è fantastico.

L’orrore di Dylan Dog ha sempre mostrato diverse sfumature, dallo splatter all’onirico. Quale sarà la più importante?

“Non posso rinunciare a niente! Mi piace l’horror onirico, mi piace tantissimo lo splatter, adoro le citazioni, e riconoscere e scherzare sui luoghi comuni dell’horror cinematografico. E poi qualsiasi formula fissa, alla lunga, stanca il lettore. Se arrivo io e tutte le storie sono splatter, allora Dylan Dog diventa prevedibile, noioso. Tutti questi ingredienti dell’horror fanno parte della serie. Se ce ne fosse solo uno, verrebbe a mancare la sorpresa. Sempre guardando al Dylan di Sclavi, un mese usciva un albo estremamente splatter, poi uno di genere, poi c’erano le storie metafumettistiche, e poi quelle che ti facevano piangere, come Memorie dall’invisibile – che ancora oggi, ogni volta che la rileggo dall’inizio, mi commuovo”.

Quale sarà il tuo primo passo?

“Sto preparando una letterina per gli sceneggiatori, che è una dichiarazione d’intenti, ma anche la mia visione, e che scrivo con il rispetto per tanti colleghi che lavorano sulla testata da più anni di me. Una cosa che ci ho tenuto a dire è: scrivete ogni storia come se fosse quella per cui volete essere ricordati. Oggi c’è tanta scelta lì fuori. Tante alternative. Fumetti, serie tv. Se sei un giovane, perché dovresti scegliere Dylan Dog anziché un manga? Dobbiamo dare una risposta, e secondo me è questa: scegli Dylan Dog per trovare qualcosa che ti meraviglia, che ti lascia a bocca aperta. Scegli Dylan per leggere storie che ti rimangono dentro.

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