mercoledì, Luglio 24, 2024

Italia, il futuro passa (anche) da Sansome Street

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San Francisco – Al 710 di Sansome Street, a San Francisco, si sta conducendo un esperimento interessante. Il primo nella storia del nostro Paese. E che ha a che fare contemporaneamente con l’innovazione e con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Qui, a metà strada tra la più grande e antica China Town del mondo e l’Embarcadero (la via che corre lungo la costa est della città) e a pochi minuti a piedi dal Financial District, ha infatti sede Innovit. È una sorta di avamposto dell’innovazione italiana nella capitale mondiale della tecnologia (non è un caso che a San Francisco 30 anni fa esatti nacque Wired) che per la prima volta prova a mettere insieme il settore pubblico e quello privato (startup, grandi aziende, pmi e investitori).

Un momento di networkingSmau

Made in Italy in viaggio

Ma andiamo con ordine. Martedì è iniziata qui la prima edizione di Smau San Francisco, un roadshow oltreoceano dell’innovazione made in Italy. Il cuore dell’evento del primo giorno è stata la presentazione al mercato statunitense di 44 startup italiane. Queste erano in compagnia di 5 regioni italiane (Lazio, Emilia Romagna, Marche, Puglia e Campania) che, in qualche caso, erano presenti con le loro aziende di promozione dell’innovazione come Art-Er per l’Emilia Romagna, Lazio Innova o Sviluppo Campania. A completare il parterre dei 58 soggetti partecipanti a Smau San Francisco (che nei giorni successivi ha visto le stesse startup visitare i colossi tech simbolo della Silicon Valley) alcune grandi aziende italiane alla ricerca di opportunità di collaborazione (per esempio: Enel, Eni, Edison, Ferrovie dello Stato, Intesa Sanpaolo e Snam).

A tutte le startup è stata data la possibilità di esporre un pitch. Presentazioni di giovanissime aziende di quasi tutti i business: dalla manifattura al food, dal retail alla mobilità fino all’energia, alla salute e alla sostenibilità ambientale. Tutte quante con una grande componente tecnologica, in particolare intelligenza artificiale. E tutte quante, soprattutto, alla ricerca di investitori. Finito ogni pitch, infatti, iniziava il lavoro “vero”: gli incontri con la comunità californiana di (corporate) venture capitalist e altri tipi di investitori venuti qui a capire se ci fosse qualche idea su cui scommettere (qui l’elenco completo delle startup).

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